Finanza
Export in Usa: Prato è poco presente
PRATO. Per l'export italiano, il mercato Usa è tornato ad essere uno tra i più rilevanti e in forte ripresa. Dall'analisi del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo presentato ieri all’Unione...
PRATO. Per l'export italiano, il mercato Usa è tornato ad essere uno tra i più rilevanti e in forte ripresa. Dall'analisi del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo presentato ieri all’Unione industriale alla presenza della console Usa a Firenze Abigail M. Rupp emerge come gli Stati Uniti restino il Paese avanzato più dinamico, mentre Area euro e Giappone siano attesi in crescita più moderata per i prossimi mesi. Questo dinamismo poggia su una "rinascita" e rilocalizzazione dell'industria manifatturiera negli Usa sostenuta da diversi fattori strutturali, quale l'aumento della competitività grazie a un forte controllo dei costi, la riduzione del differenziale salariale - soprattutto se corretto per qualità e costi di trasporto - con Paesi emergenti (Cina in primis), il vantaggio competitivo determinato dal differenziale fra il costo dell'energia domestico e quello estero. Ma Prato ha ancora molto potenziale inespresso. Se tutte le analisi confermano come l'internazionalizzazione sia la leva indispensabile per le aziende nell'affrontare la complessa situazione economica interna, le imprese di Prato - in particolare - appaiono in ritardo in termini di presenza commerciale in alcuni mercati ad alto potenziale. La quota di export della provincia diretta verso gli Stati Uniti è ancora bassa e significativamente inferiore alla media italiana. Le potenzialità sono enormi, ma spesso non completamente sfruttate: si è vincenti sui mercati esteri solo grazie a un miglior posizionamento competitivo, ovvero più qualità, più marketing, più innovazione e più partecipazioni estere.
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