Il dolore
Tribunale al collasso «Prato unito a Firenze»
La proposta è della Cgil: «Dipendenti allo stremo e giustizia non più garantita» I numeri raccontano di un depotenziamento continuo rispetto al capoluogo
PRATO. E’ arrivato il momento che il Tribunale di Prato si accorpi con quello di Firenze. A lanciare la proposta – e dice non in modo provocatorio – è la Cgil che non accetta più che i lavoratori debbano sopportare un carico di lavoro «divenuto ormai sfiancante, tanto da far ammalare i dipendenti».
Un tribunale, quello di Prato, che secondo i rappresentanti della Camera del lavoro, si avvolge su se stesso e non più in grado di garantire la giustizia ai cittadini per le scelte che negli anni sono state fatte e che lo hanno via via depotenziato nonostante l’aumento sistematico della pratiche.
Ogni giorno a Prato quattro procedimenti cadono in prescrizione: una situazione che lo scorso marzo portò il presidente a sostenere che il tribunale della città tessile era come un pugile suonato e che oggi fa dire al sindacato che non è più il caso di andare avanti dal momento che è evidente la volontà di puntare sulla vicina Firenze.
«Siamo assolutamente stanchi – ha spiegato Giovanni Iorio, segretario della funzione pubblica della Cgil – di fare conferenze stampa, scioperi e sit in. Il nostro datore di lavoro è cieco e talvolta inadeguato e ormai c’è totale sfiducia: da 15-16 anni non vengono fatti concorsi, non si è aumentato il personale neppure con la decisione politica di aumentare i controlli ai cinesi e quando si decidono i posti messi a interpello (mobilità interna ndr) si lascia Prato sottodimensionata rispetto alla vicina Firenze. In più quando è arrivato il sottosegretario alla giustizia in visita in città ha detto che la situazione era in linea con gli indici di copertura mostrando dati non più veri. Il tribunale è come una squadra senza giocatori.
E allora meglio stare insieme a Firenze in modo che anche i dipendenti di Prato possano avere la stessa dignità professionale dei colleghi. Per cominciare chiederemo un incontro col Ministero per parlare dell’accorpamento, scriveremo al presidente della Repubblica segnalando che a Prato non si è più in grado di garantire la giustizia ai cittadini e prepareremo.
Ad entrare nel dettaglio è stato Walter Vizzini, funzionario del Tribunale e delegato della Cgil. A lui il compito di fare il punto sui numeri a dimostrazione del disequilibrio con Firenze. “Nel 2014 nella sezione civile – ha spiegato – sono arrivati 11.986 fascicoli , nella sezione penale 9.442 a fronte di una pianta organica di 64 persone e di 42 persone effettivamente in servizio con un rapporto quindi di 510 fascicoli a persona.
A Firenze il rapporto è invece di 282 fascicoli a persona con una presenza effettiva di 211 dipendenti per 40.000 fascicoli del civile e 19.643 del penale. Nella sezione Unep (notifiche, esecuzioni, sfratti) si parla di 31.140 notifiche civili, 40.777 pensali con un rapporto di 6.288 atti da notificare o consegnare. A Firenze il rapporto è di 2.520”.
Un disequilibrio evidente ma non per il Ministero che al momento di aprire “posti disponibili” per eventuali trasferimenti ne ha dati 1 a Prato, 37 agli uffici giudiziari di Firenze e appena 41 a tutte le altre sedi della Toscana senza considerare Firenze.
“Numeri – ha concluso Iorio – che manifestano un non interesse a potenziare Prato. E allora, meglio accorpare e non pensarci più”.
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