Il Tirreno

Prato

Ventimila volantini contro i centri estetici abusivi

Barbara Burzi
Da sinistra Barbara Catani, Enzo Lucchesi e Valentina Ippoliti
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Da sinistra Barbara Catani, Enzo Lucchesi e Valentina Ippoliti

La campagna choc della Confartigianato di Prato, il cui slogan recita: "Un abusivo gioca con la tua pelle e i tuoi capelli"

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PRATO. Una donna al centro dell’immagine mostra il viso coperto da bende che nascondono piaghe. “Un abusivo gioca con la tua pelle e i tuoi capelli”, recita lo slogan della campagna choc lanciata dalla categoria benessere di Confartigianato per sensibilizzare i consumatori sui rischi che comporta per la salute l’affidarsi a chi pratica l’esercizio della professione in maniera abusiva. Il messaggio sarà veicolato da circa 20mila volantini distribuiti nei vari esercizi pubblici e circa 2mila locandine affisse in negozi e luoghi mirati, quali studi medici e scuole professionali. L’impegno dell’associazione di viale Montegrappa sul tema prosegue dunque senza sosta con una campagna informativa, che stavolta si rivolge direttamente ai consumatori finali dei servizi più colpiti dal fenomeno dell’abusivismo, ovvero acconciatura ed estetica. L’iniziativa è partita da Prato, ma sarà replicata in contemporanea in tutte le province della Toscana.

“Da anni collaboriamo con la Guardia di Finanza e i Comuni per combattere questo fenomeno - spiega Barbara Catani, presidente della categoria acconciatore di Confartigianato Prato – alcuni risultati sono arrivati, ma si tratta di una battaglia difficile: si stima che nel nostro settore un’impresa su due sia abusiva. Vogliamo che i cittadini si rendano conto che rischiano molto di più di quanto risparmiano rivolgendosi a un abusivo”. Senza contare che si tratta di una fetta importante di lavoro irregolare che sfugge al fisco e che, pertanto, non paga tasse né contributi. A Prato esistono 700 imprese regolari nel comparto benessere, con una media di tre addetti ciascuna e un volume d’affari complessivo che supera i 30 milioni di euro.

“Il fenomeno dell’esercizio abusivo della professione si sta allargando a macchia d’olio - aggiunge Valentina Ippolito, presidente della categoria estetica di Confartigianato Prato – con la presunzione da parte di chi lo pratica di pubblicizzare il proprio lavoro attraverso i social e i biglietti da visita, in cui viene riportato il numero di telefono da contattare per il servizio. A parte il danno economico che questo comporta, in quanto l’abusivo non paga le tasse e fa chiudere le aziende sane, va considerato anche il rischio per la salute: basti pensare che gli strumenti non sterilizzati a dovere possono trasmettere malattie serie come l’epatite”.

Il fenomeno non riguarda soltanto le attività di servizi alla persona, ma sempre di più tutti i settori dell’artigianato. “L’obiettivo di questa campagna - conclude il vicepresidente Moreno Vignolini – è proprio quello di cercare di diffondere una cultura del buon utilizzo di certe professionalità ”

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