Il Tirreno

Prato

Mosca: "Prato senza Festa dell'Unità, uno smacco per la città"

Giovanni Mosca
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Giovanni Mosca

Il consigliere del sindaco al decentramento interviene sulla notizia parlando di una "sconfitta per il Pd dal significato non solo simbolico"

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PRATO. Sul serio rischio che la festa dell'Unità possa saltare anche a Prato, mentre per Legri è ormai una certezza, interviene Giovanni Mosca, consigliere del sindaco per il decentramento, nonché ex presidente della Circoscrizione ovest e segretario del Pd di Maliseti. Mosca condivide l'analisi del Tirreno ed è convinto che "comunque vada, sarà un grande smacco non solo simbolico in una città che ha riconquistato il Comune, ha eletto due consiglieri regionali forse avrà un’assessore regionale, è la terza città del centro Italia ed è in una regione cosiddetta rossa, insomma è una vera “sconfitta” quella di arrendersi di fronte al Dio denaro, facendo mancare a tante persone grandi momenti politici, culturali e aggregativi lasciandoli orfani di una festa che rimane viva nei ricordi".

"Aggiungo e confermo che questa notizia che la festa non si farà più nei giardini pubblici di Maliseti, ha creato e sta creando in molti cittadini e tanti simpatizzanti - prosegue Mosca - anche tanti di destra, sconcerto e tanta delusione per un appuntamento molto sentito a cui si erano affezionati e attendevano ogni anno dal lontano 2006. Oggi, appare superfluo, ricordare ancora con emozione il momento in cui l’allora segretario del Pd Gianni Del Vecchio mi chiese, in qualità di segretario dell’unità di base di Maliseti nonché presidente della Circoscrizione Ovest, cosa pensassi se la Festa dell’Unità provinciale si fosse svolta nei giardini di Maliseti- Narnali, fu una grande sorpresa, poiché si portava nelle periferie un grande evento popolare, una festa di popolo in una grande area verde in una zona densamente popolata, dove veniva svolto un grande appuntamento politico, aggregativo e sociale, appunto quello che rappresentava la festa dell’unità capace di attrarre migliaia di persone tra dibattiti politici, divertimento, attività ludiche, pizze a volontà e pranzi speciali, una vera festa in tutti i sensi".

"Ricordo, ancora, l’impegno dell’allora sindaco Romagnoli e l’assessore Giardi con la Circoscrizione di dotare il giardino pubblico di illuminazione, una richiesta attesa da tanto tempo dalla cittadinanza, un fitto programma della Festa (inizio 2-7-2006 fine 23-7-2006) e tanti momenti emozionanti, come quelli di sabato 22-7-2006, quando Gianni del Vecchio insieme all’allora presidente del partito Alfredo Reichilin incontrarono gli iscritti da oltre 50 anni e i nuovi iscritti ai Ds, consegnando a queste persone una pergamena, un riconoscimento alla loro militanza, anche in questo caso ricordo l’emozionato Vieri Bongini, che ritirava questa testimonianza che attestava l’appartenenza ad un partito popolare fortemente radicato sul territorio, un ricordo indelebile, di persone che hanno vissuto la propria vita al servizio della collettività, cosa che, oggi, trovo difficile intravedere nel panorama politico, insomma persone che hanno rappresentato la vera essenza di interpretare la politica come un servizio e non come un mestiere, ricordi emozionanti che, forse tanti come me, non rivivranno più finché ci sarà una politica che si allontana sempre di più dalla gente e asfalta tutto ciò che di buono è stato fatto senza se e senza ma".

"Per finire - conclude Mosca - ricordo ancora la divertente diatriba , quasi un incidente diplomatico, tra le due frazioni Maliseti e Narnali su dove si svolgesse la Festa, grandi dibattiti nei circoli Arci e tra i cittadini, tra chi diceva è Narnali e chi affermava è di Maliseti, insomma ognuno voleva battezzare la festa come sua, ma alla fine è stata in questi anni la festa di tutti, famiglie intere che tutte le sere frequentavano i giardini, un appuntamento che rimarrà nei ricordi di tante tantissime persone che da quest’anno saranno orfani di questo importante evento".

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