Il Tirreno

Prato

Un dolce inferno sulle rive del Bisenzio

Un dolce inferno sulle rive del Bisenzio

Migliaia di giovani hanno risposto all'appello dell'Opera Music Festival. Oggi seconda giornata dedicata al Paradiso

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PRATO. Se Dante Alighieri fosse vissuto nel 2015 forse avrebbe scelto come ambientazione del suo Inferno proprio la spianata di asfalto e cemento di viale Marconi, in un afoso pomeriggio di inizio giugno. Ma a dispetto delle premesse, e a dispetto del caldo, l’Opera Music Festival che vorrebbe ispirarsi alla Divina Commedia e che dal primo pomeriggio di ieri rimbomba di musica techno tra l’argine del Bisenzio e le prime case di Mezzana si risolve in una specie di Purgatorio, complice una nuvoletta provvidenziale che per larghi tratti ha risparmiato i raggi più cocenti del sole alle migliaia di giovani venuti a riempire (non del tutto) l’area fiera.

È la seconda edizione di un festival il cui brand è stato inventato da Claudio Belgiorno (l’ex animatore del Settembre Pratese) e che l’anno scorso fu fatto a Iolo. Nel frattempo sono arrivati nuovi soci, tra cui il gestore dello Space di Firenze e altri dalla Versilia, e la maratona di due giorni techno e house si è spostata sulle rive del Bisenzio, dove almeno c’è un boschetto di pini che dà un po’ di refrigerio a chi ne ha bisogno.

Sono arrivati in parte da Prato ma soprattutto dalle altre province della Toscana e da fuori regione i ragazzi che si dimenano al ritmo sempre uguale della techno. La fascia di età apparentemente è quella compresa tra i 16 e i 29, con una leggera prevalenza maschile. Gli over 30 sono mosche bianche, imbucati a una festa che evidentemente non è la loro. L’abbigliamento è informale, prevalgono i pantaloncini e le canottiere del basket, e ancora di più i torsi nudi. Perché va bene che c’è quella nuvoletta, ma ci sono anche 30 gradi.

L’investimento standard è di 50 euro: 35 per il biglietto e 15 per le bevute. Ti danno 8 “token” e ci fai due birre e una coca. Difficile sballarsi se non si ha il portafoglio gonfio.

Sembrano tutti molto contenti, anche perché quando il caldo si fa opprimente basta spostarsi di pochi metri e ci sono quelli della Vab che ti annaffiano generosamente con gli idranti.

Il pezzo forte del pomeriggio è Green Velvet, al secolo Curtis Jones, da Chicago, Illinois, che di anni ne ha 48, ma ovviamente per lui si fa un’eccezione. La sua cresta verde spicca sul palco e la folla si muove come una cosa sola. Andranno avanti fino all’imbrunire e oltre, fino a mezzanotte, quando bisogna staccare. Ma la festa non è finita. Dopo l’Inferno c’è un dolce Purgatorio in una discoteca di Sesto Fiorentino, da mezzanotte fino alle 6, per chi ce la fa.

Oggi si ricomincia, sempre in viale Marconi, da mezzogiorno a mezzanotte col Paradiso e con un altro genere, l’Electronic dance music, meno spigolosa della techno, e un altro pubblico. Perché in genere chi ama la techno non ama l’Edm. La star della domenica sarà R3hab, al secolo Fadil El Ghoul, un dj di origine marocchina la cui pagina Facebook ha 3,6 milioni di seguaci, tanto per dire.

Paolo Nencioni

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