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Fiale di sangue per terra, bimba le trova e si imbratta

Fiale di sangue per terra, bimba le trova e si imbratta

E’ accaduto in via Primo maggio a Oste. Il padre si è rivolto alla Polizia municipale. La piccola è stata accompagnata al Pronto soccorso per un controllo

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MONTEMURLO. Uscita dalla piscina di via Primo Maggio a Oste, la bambina di quattro anni, si è avviata all'auto con il babbo, in quel momento ha notato qualcosa che l'ha molto incuriosita: si è chinata ed ha raccolto, dietro l’auto, quattro provette di sangue che chissà come erano state abbandonate lungo il marciapiede. Il padre non ha fatto in tempo a raggiungere la piccola che la bimba aveva già aperto uno dei contenitori imbrattandosi di sangue le manine e il vestito. Attimi di terrore vero per il padre della bambina che ha subito cercato di ripulire la figlia al meglio e ha poi preso in braccio la piccola per correre dai carabinieri a raccontare quanto accaduto.

«Eravamo stati per qualche tempo nell'impianto sportivo (oltre alla piscina c'è anche una palestra) ed era tutto tranquillo - racconta l'uomo che abita a poca distanza dal via Primo Maggio - Lungo il marciapiede avevo visto moltissimi rifiuti, ma non avrei mai creduto che potessero esserci delle provette di sangue abbandonate».

Un episodio tutto da chiarire, quello che ha visto protagonisti padre e figlioletta. I carabinieri hanno consigliato l'uomo di rivolgersi alla polizia municipale. E così ha fatto. «Ho chiamato i vigili - prosegue l'uomo - che sono arrivati poco dopo e hanno preso in consegna le provette di sangue e mi hanno consigliato di portare mia figlia al pronto soccorso per fare degli esami del sangue alla bambina e analizzare contestualmente un campione contenuto nella provetta».

Le quattro fiale contenevano sangue fresco, segno che erano state buttate per strada da poco tempo e sul contenitore dal tappo azzurro, del tutto simile a quello utilizzato nei laboratori di analisi, compare un'adesivo con alcune scritte che spetterà alla polizia municipale tentare di decifrare per risalire a chi le ha buttate lì. «Difficile - afferma il padre della bambina - che siano cadute casualmente durante un trasporto, credo sia più facile che qualcuno se ne sia disfatto volontariamente. Di certo - conclude - l'uomo il marciapiede di via Primo maggio ormai da tempo somiglia più a una discarica che a un luogo destinato ai pedoni». La polizia municipale ha immediatamente iniziato gli accertamenti. Ma non sarà comunque facile individuare chi abbia gettato le provette di sangue e soprattutto capire perché l’abbia fatto.

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