Gioco
C'era una volta la Festa dell'Unità, salta anche Legri
Tempi di vacche magre per i tradizionali appuntamenti del Partito democratico. A Prato manca ancora l'ufficialità, ma è quasi certo che la festa non si farà, colpa dei debiti
PRATO. C’era una volta la Festa dell’Unità, ma è una storia senza lieto fine. C’era un tempo in cui la festa prima del Pci, poi del Pds, poi dei Ds, poi del Pd era un appuntamento atteso e irrinunciabile per migliaia di iscritti, simpatizzanti o anche per chi votava diversamente. Un’occasione per prendere il fresco nelle sere d’estate davanti a una pizza, a un tortello o seguendo distrattamente un dibattito prima del ballo liscio. Ora però, a dispetto di un Partito democratico che ha riconquistato la scena politica nazionale e il governo di Prato dopo la parentesi Cenni, arrivano i tempi delle vacche magre. Lo confermano una notizia e l’infittirsi di alcune voci.
La notizia arriva da Calenzano, dove il segretario del Pd locale, Gianluca Ferretti, ha annunciato ufficialmente che quest’anno la Festa dell’Unità di Legri non si farà. Il nome non inganni. È’ vero che Legri è una frazione periferica di un comune adiacente alla provincia di Prato, ma la sua Festa dell’Unità è ritenuta da molti la più bella della zona. Certamente è la più frequentata, in gran parte dai pratesi, soprattutto per la posizione strategica: il fresco delle rive del torrente Marinella. Ma è proprio il Marinella, spiega Ferretti, che quest’anno costringerà il Pd di Calenzano a saltare un giro: «La problematica che l'organizzazione della Festa si trova ad affrontare riguarda la distanza dal fiume Marinella delle strutture permanenti della Festa. Per superare tali criticità è stato incaricato un tecnico di predisporre, e poi di presentare, un progetto di risistemazione complessiva dell'area dove si svolge la Festa; dopo l'approvazione del progetto da parte degli enti competenti dovranno iniziare i lavori sull'area, che quindi quest'anno non sarà possibile utilizzare». «Quella di non fare la Festa a Legri - aggiunge Ferretti - è una scelta obbligata, ma indubbiamente difficile; una scelta che però risponde alla volontà di non dismettere, ma anzi di valorizzare ulteriormente la Festa, in modo da poter riprendere, possibilmente già dal 2016, a svolgerla nella sua sede storica di Legri». Il segretario Pd poi aggiunge che si valuterà la possibilità di spostare la Festa in un altro posto, per quest’anno, ma ovviamente non sarebbe la stessa cosa.
L’infittirsi delle voci riguarda invece la Festa di Prato. Che non si farà a Narnali, come negli ultimi anni, ma forse non si farà proprio. La conferma ufficiale, chiesta al segretario Gabriele Bosi, ancora non c’è, ma sembra quasi certo che quest’anno il Pd di Prato non sarà in grado di organizzare la sua tradizionale festa. Il motivo lo abbiamo spiegato nei giorni scorsi, ed è legato a debiti che gravano sul bilancio, oltre centomila euro secondo il tesoriere Marco Del Tongo, aggravati dal negativo risultato della festa di Narnali dell’anno scorso, funestata dal maltempo. L’ipotesi di fare una festa low cost nei giardini della Passerella sta perdendo forza, mentre ne acquistano i “rumors” che il Pd decida di fare “passo”.
Non sarebbe certamente un bel segnale per un partito che, pur essendo stato impegnato fino a pochi giorni fa nella campagna elettorale (che ha certo sottratto risorse all’organizzazione) gode di buona salute politica e ha riconquistato da poco più di un anno la guida del Comune. Se a questo aggiungiamo che Prato è la terza città dell’Italia centrale e si trova nel cuore di una regione che ci ostiniamo a definire “rossa”, non fare la Festa dell’Unità costituirebbe uno smacco quantomeno simbolico.
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