Sicurezza
Mafia capitale, perquisita la sede del Consorzio Astir
Gli uffici di via Nazario Sauro a Prato sono stati visitati dai carabinieri ma non risultano indagati nell'inchiesta sulla corruzione nell'accoglienza dei profughi. Il presidente Giuntoli: "Cercavano la corrispondenza con una cooperativa di Roma"
PRATO. C'è anche il consorzio di cooperative Astir, con sede a Prato, tra le società perquisite dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta su Mafia capitale. Lo si è appreso oggi, 6 giugno, da una nota dell'Ansa. Prosegue il lavoro dei carabinieri del Ros sul copioso materiale sequestrato nel corso della seconda tranche dell'inchiesta su Mafia Capitale. Oltre alle persone e alle società perquisite ed iscritte nel registro degli indagati, per vari reati, vi sono altri soggetti che, pur essendo stati sottoposti a perquisizioni, non sono indagati. Si tratta, anche in questo caso, di persone fisiche e società. In tutto 19.
In particolare, la società cooperativa Capodarco, la coopreativa Il Sol.Co., Nuove tecnologie applicate srl, la cooperativa Pin.Go, Progetto Recupero, Servizi consorzio, Servizi integrati srl, Sol.Co Sinergie, Un sorriso Onlus, la cooperativa Astir, Atlante cooperativa sociale, Auxilium società cooperativa sociale, Camus srl, Manutencoop Facility management spa. Tutte le società hanno sede a Roma, tranne Astir a prato, Auxilium a Senise (Potenza), Camus a Cosenza e Manutencoop a Zola Predosa (Bologna). Le persone fisiche perquisite ma non indagate sono l'imprenditore edile Raffaele Tartaglia, di 49 anni, la dipendente di Luca Odevaine Sandra Cardillo, di 58 anni, l'ex membro del consiglio di amministrazione Atac Andrea Carlini, 45 anni, il dipendente della cooperativa Abitus Pietro Grappasonni, di 42 anni, e la dipendente della Fondazione Integrazione Micaele Polselli, 44 anni, tutti residenti a Roma.
"Noi come Astir non siamo indagati - ribadisce Loretta Giuntoli, presidente del Consorzio - I carabinieri sono venuti giovedì nella nostra sede di via Nazario Sauro e cercavano documenti relativi a una procedura che si chiama "avvalimento", è un sistema che viene comunemente usato tra cooperative quando un soggetto partecipa a un bando ed è mancante di uno o più requisiti. Un'altra cooperativa può "prestare" questi requisiti per uno specifico contratto". Nel caso dell'Astir i carabinieri cercavano documenti e corrispondenza per un avvalimento che è stato prestato a favore della cooperativa romana Il Sol.Co., il cui presidente sarebbe indagato. "Lo conosco da diversi anni - commenta Loretta Giuntoli - e mi sembrava una persona seria. Di più non so. I carabinieri ci hanno chiesto anche se volevamo essere assistiti da un legale ma non lo abbiamo ritenuto necessario, nessun addebito ci è stato fatto e ovviamente ne siamo contenti".
Dunque Prato per il momento è fuori dalle dinamiche che in altre regioni d'Italia stanno facendo emergere lucrosi e non sempre leciti affari sull'accoglienza di profughi e richiedenti asilo. "Prato è piccola - commenta Giuntoli - Certe cose si verrebbero a sapere e noi non ci siamo mai imbattuti in mediatori". Il consorzio Astir raggruppa 23 cooperative, 18 delle quali gravitano su Prato. In provincia l'accoglienza dei profughi attualmente è gestita, tramite la Prefettura, da Humanitas e Verdemela (Astir) che assistono 56 persone, Santa Rita e Pane & Rose.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
