Il Tirreno

Prato

Brucia una stireria a Iolo I cinesi scappano sul tetto

Secondo i carabinieri la causa dell’incendio sarebbe un corto circuito ma quando si sono sviluppate le fiamme l’azienda non era in attività

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PRATO. Per alcuni lunghi minuti, la scorsa notte, si è temuto che un anno e mezzo dopo potesse ripetersi la tragedia che è costata la vita a sette operai cinesi il 1° dicembre 2013 in via Toscana, ma stavolta per fortuna le conseguenze non sono state così drammatiche. Tanta paura, qualche sintomo di intossicamento ma nessuna vittima.

Un incendio si è sviluppato nel corso della notte all'interno della stireria Andrea di Iolo, in via Cinque giornate di Milano, e gli occupanti sono saliti sul tetto per sfuggire alle fiamme e al fumo. L'allarme è scattato alle 2.34, riferiscono i vigili del fuoco, che hanno mandato sul posto diverse squadre. All’arrivo davanti alla stireria, di proprietà del cinese Chen Jiaquo, i pompieri hanno constatato che almeno otto persone erano salite sul tetto dello stabile e chiedevano aiuto perché non riuscivano più a scendere a causa delle fiamme. Gli otto, quattro uomini, una donna e tre bambini, tutti cinesi, sono stati tutti salvati e alcuni hanno accusato sintomi da intossicamento. Sono stati momenti molto concitati, ma le autorità sanitarie hanno escluso che qualcuno abbia riportato gravi conseguenze fisiche.

L'incendio ha interessato alcune decine di metri quadrati del locale, che complessivamente ne occupa 200. Sul posto anche le ambulanze della Misericordia e della Pubblica Assistenza, che hanno soccorso gli intossicati. L'intervento dei vigili del fuoco si è concluso alle 6,38. Il magistrato di turno, Laura Canovai, ha disposto il sequestro del locale. Gli appartamenti adiacenti alla stireria non sono risultati inagibili. Sul posto anche il proprietario italiano dell'immobile interessato dall'incendio, Saverio Pastacaldi, che aveva affittato all'imprenditore cinese.

I carabinieri hanno poi chiarito che la probabile causa dell’incendio sarebbe un corto circuito dell'impianto elettrico della stireria (così com’era già accaduto alla confezione Teresa Moda di via Toscana).

In quel momento, secondo i militari che stanno conducendo le indagini, nella stireria non c'era nessuno. I cinesi erano tutti di sopra, in un appartamento. Quando hanno visto le fiamme e il fumo si sono rifugiati sul tetto, non potendo uscire dall'ingresso principale.

Secondo l’ex assessore Aldo Milone l’incendio era prevedibile. «Questo episodio - scrive Milone - dimostra ancora una volta che qualche associazione di categoria, che si vanta di avere iscritti, fa solo della demagogia quando parla di rispetto delle regole da parte della comunità orientale. Lo scopo è solo quello di accaparrarsi iscritti, se poi evadono, sfruttano clandestini o hanno lavoratori al nero, sono solo fattori ininfluenti».In realtà, come detto, i carabinieri hanno chiarito che la stireria al momento dell’incendio era vuota.

Paolo Nencioni

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di Redazione web