Sicurezza
La tintoria fallita pagherà i suoi debiti
Accordo tra il tribunale e la “Alessia” per una rateizzazione di un milione di euro per la fornitura di gas
PRATO. E’ stato raggiunto un accordo tra la titolare della tintoria Alessia, fallita per un debito di un milione di euro nei confronti di Eni, e il curatore fallimentare Laura Germinara.
I titolari della tintoria, dichiarata fallita lo scorso marzo pagheranno l’intero importo del debito in 4 anni. Le prime tre rate sono già state pagate.
L’accordo, firmato a due settimane dal fallimento ma reso noto solo in questi giorni, è stato possibile perché la società aveva, a sua volta, il debito per la fornitura di gas nei confronti della adiacente tintoria Superlativa (di proprietà del marito dell’amministratrice della Alessia) e questa non aveva provveduto a saldare le varie fatture.
Una situazione che poteva portare al sequestro dei macchinari della Superlativa da parte del Tribunale dal momento che pareva assai semplice dimostrare il rapporto tra le due società: la Alessia infatti aveva la sede allo stesso indirizzo della Superlativa e non aveva macchinari né dipendenti e addirittura risultava inattiva.
La situazione, in base alle informazioni fornite dagli imprenditori cinesi direttamente al curatore fallimentare, si sarebbe creata perché la Superlativa avrebbe dovuto dare in affitto un ramo di azienda alla Alessia ma questa azienda, una volta arrivati al momento del passaggio, non avrebbe avuto le necessarie autorizzazioni per partire e quindi il passaggio non fu fatto.
Da qui, in base alle dichiarazioni degli imprenditori, sarebbe nato il mancato pagamento delle forniture di gas.
L'accordo di rateizzazione prevede che vengano pagate rate, sempre crescenti, da qui a 4 anni.
Con la firma gli amministratori di Superlativa hanno accettato il debito e quindi in caso di mancato pagamento si potrà procedere immediatamente al sequestro dei macchinari senza dover provare il rapporto tra le due società. E’ la prima volta a Prato che un’azienda già dichiarata fallita si impegna a pagare l’intero importo ai creditori, in questo caso un unico creditore, l’Eni.
I crediti erano legati a “continue forniture di gas” tutte consegnate in via Inghirami 15, sede di entrambe le tintorie.
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