Aggredito mentre preleva al bancomat: dura condanna
Il rapinatore algerino è stato condannato a 4 anni col rito abbreviato. Spacciatore marocchino patteggia due anni per due chili di hashish
PRATO. Dura condanna per un algerino di 30 anni, Jousef Hamid Fifni, che nello scorso mese di febbraio si è reso responsabile di un grave episodi o all’incrocio tra via Galcianese e via Roncioni. Erano le 2 di notte quando un italiano, Gandolfo D’Angelo, andò a fare un prelievo al bancomat della filiale del Pino della Banca popolare di Vicenza. Mentre stava facendo il prelievo gli si avvicinò il trentenne algerino che prima lo minacciò con un coccio di bottiglia e poi lo ferì per prendergli i soldi. L’algerino fu poi rintracciato e arrestato e ieri, 4 giugno, difeso da Federico Febbo e Viola Assirelli, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare per essere giudicato col rito abbreviato. Nei suoi confronti era stata contestata anche un’aggravante speciale, quella di aver fatto la rapina nelle vicinanze di un punto di erogazione di denaro. Il pubblico ministero Benedetta Foti ha chiesto una condanna a quattro anni e quattro mesi di reclusione, mentre il giudice si è fermato a quattro anni. L’imputato è tuttora recluso alla Dogaia e ha chiesto gli arresti domiciliari.
Uno spacciatore marocchino ha invece patteggiato una condanna a due anni di reclusione al termine di un processo che si è celebrato ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare. Abdellak Driouech, difeso da Costanza Malerba e Federico Febbo, era stato arrestato lo scorso 28 dicembre e trovato in possesso di due chili di hashish. L’indagine era stata condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri.
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