Il Tirreno

Prato

Quelli che non votano, ecco dove

La grande fuga dalle urne è il dato saliente delle regionali: la disaffezione è diffusa un po’ ovunque

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PRATO. Il numero forse più importante di queste elezioni regionali è 30.576. Sono gli ex votanti della provincia di Prato, quelli che nel 2010 andarono alle urne per il rinnovo del consiglio regionale e che cinque anni dopo hanno preferito andare al mare, approfittando del "ponte", o restare a casa. In percentuale fa un calo del 15,71%, spalmato abbastanza uniformemente su tutto il territorio provinciale, dal meno 15,30% di Prato al meno 18,87% di Poggio a Caiano. Una fuga di massa. Cinque anni fa i votanti complessivi furono 114.797, pari al 61,53%, ora sono 84.221, pari al 45,82%. È come all'improvviso tutti gli elettori dei comuni di Carmignano, Poggio a Caiano, Cantagallo e Vaiano avessero deciso di fare uno sciopero del voto.

In queste ore, non solo a Prato, gli analisti politici si esercitano sul significato di questa "diserzione" e ognuno ha la sua ricetta: disaffezione verso politici ritenuti troppo distanti, mancanza di alternative credibili, poca incertezza sul risultato finale (per la Toscana). Il presidente Mattarella dà la colpa alle liti tra i partiti. Ma alla fine il colpo di grazia potrebbe averlo dato proprio il "ponte" del 2 giugno, la scelta di far votare in una domenica di fine maggio seguita da un giorno di libera uscita.

Sia come sia, la mappa dell’astensionismo nelle 179 sezioni del Comune di Prato elaborata dall'ufficio elettorale mostra una cartina a macchie di leopardo. Da est a ovest, da nord a sud non c'è una zona che può dirsi immune dalla fuga dal voto. Le chiazze bianche che indicano un'affluenza minore della media sono sparse ovunque. A Maliseti e Narnali, per esempio, nelle popolose sezioni 104 e 109, ma anche a Galciana e Sant'Ippolito (sezioni 111 e 90). La macchia poi si allarga alla sezione 150, compresa tra via San Paolo e la Declassata, sconfina al Villaggio Gescal, lambisce il parco dell'ex Ippodromo (sezione 122) e comprende San Giusto (sezioni 124 e 125). Nemmeno Iolo, in particolare la sezione 126, si salva dalla grande fuga dal voto. E lì accanto, all'estremo lembo ovest di Prato, sezione 114 delle Caserane, le cose non vanno meglio. Gli altri due seggi dove presidente e scrutatori sono rimasti a girarsi i pollici sono il 129 di Tavola e il 147 di Castelnuovo.

Fin qui, tutte zone dove ha prevalso il centrosinistra. Ma risalendo verso il centro e oltre si trovano altre urne semivuote: la 141 accanto all'ex Banci, la 89 del Soccorso, la 159 di Gonfienti, la 1, la 4 e la 6 del centro storico, la 46 della Pietà dove ha vinto la Lega, la 31 a Coiano lungo viale Galilei, la 11 di Villa Fiorita, dove abita il sindaco Matteo Biffoni.

Stesso discorso per le schede nulle, che dalle mappe spuntano soprattutto a Paperino, Tavola, Filettole, Galceti, ma anche a Casale, Vergaio e Capezzana.

Ora molti si chiedono: torneranno a votare questi elettori disamorati, oppure si tratta di un processo irreversibile? Visti i numeri, c'è da aspettarsi un "rimbalzo tecnico", come dicono in Borsa, al prossimo appuntamento elettorale, ma possiamo tranquillamente dimenticarci le percentuali di anche solo 15 anni fa, quando alle regionali si superò il 75%.

Paolo Nencioni

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