Sicurezza
Giovane aggredita: «Mi voleva stuprare»
Una donna di 26 anni racconta quanto accaduto lunedì in via di Canneto: «Diceva “zitta, altrimenti ti ammazzo”»
PRATO. «Mi ha trascinata in un campo e continuava a ripetermi "Smetti di urlare, puttana, altrimenti ti ammazzo!"». Così una donna di 26 anni, residente alla Castellina, racconta quello che è accaduto nel tardo pomeriggio di lunedì in via di Canneto, non lontano dal ristorante La Fontana. Un’aggressione a scopo sessuale che solo per un miracolo non si è trasformata in uno stupro vero e proprio. Ieri pomeriggio la giovane, insieme al padre, ha dato appuntamento ai cronisti in un bar della zona perché, passato lo spavento, ha voluto raccontare la sua disavventura. «Mi hanno detto che non è la prima volta che succede - spiega - ma deve essere l'ultima. Non è possibile che si debba aver paura di andare a fare una passeggiata».
I fatti. La giovane dice di essere uscita di casa intorno alle 19 per fare una camminata in direzione di via di Canneto, come fa di solito, da sola o con le amiche. Stavolta era da sola. Sulla via del ritorno, verso le 19.30, è stata raggiunta da uno sconosciuto. «E' arrivato da dietro, io non ho sentito niente, mi ha messo una mano sulla bocca e mi ha trascinato verso il campo - racconta la ragazza - All'inizio non ho capito, pensavo fosse uno scherzo. Poi ho creduto che volesse rapinarmi, ma non era quello il suo scopo. La borsa Louis Vuitton con telefono cellulare non l'ha toccata». Secondo il racconto della giovane, l'uomo, certamente italiano e forse di mezza età, l'ha portata in un campo con l'erba alta ed è riuscito a gettarla a terra. Erano entrambi vicini a una scarpata, tanto che la giovane ha avuto paura che volesse buttarla di sotto. Lei urlava, ma dopo le prime minacce di morte ha fatto finta di calmarsi, mentre lottava silenziosamente per divincolarsi. Poi ha ricominciato a urlare e per fortuna in lontananza sono apparse le sagome di alcuni passanti. A questo punto l'aggressore ha deciso di desistere ed è scappato a piedi lungo via di Canneto.
«Subito dopo ho chiamato il 113 - racconta la ventiseienne - Il poliziotto mi ha tranquillizzato e ha mandato una volante per le ricerche». Un'ambulanza ha portato la giovane al pronto soccorso, dove le hanno riscontrato alcune escoriazioni. Le ricerche della polizia finora non hanno dato esito.
Non sarà facile rintracciarlo. La giovane dice che non è riuscita a vederlo bene in faccia. «Continuava a dirmi di non guardarlo - racconta - Ricordo solo che aveva una maglietta e un paio di pantaloncini. Probabilmente è un insospettabile, uno che se lo incroci per strada non potresti mai pensare che sia capace di usare violenza su una donna. Anche i passanti che sono arrivati subito dopo l’hanno visto, ma era già lontano.
Come ha ricordato la stessa vittima dell’aggressione, non è la prima volta che in quella zona accadono fatti simili. Per uno di questi, nel luglio di quattro anni fa, fu arrestato un romeno con precedenti specifici, ma la ventiseienne è sicura che in questo caso l’aggressore fosse italiano. «L’ho capito da come parlava».
Un bruto abbastanza razionale da scegliere il momento giusto per trascinare nel campo la ragazza, ma non abbastanza da evitare un posto dove facilmente poteva essere bloccato. In via di Canneto a quell’ora passano auto e pedoni con una certa frequenza. Nessuno però è riuscito a fermare l’aggressore in fuga.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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