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Prato

Frasconi: "Irregolarità? E allora? Ho lavorato bene e Carlesi si vergogni"

Lorenzo Frasconi, ex dirigente della Mobilità (foto Batavia)
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Lorenzo Frasconi, ex dirigente della Mobilità (foto Batavia)

L'ex dirigente della Mobilità "accusato" dall'Autorità Anticorruzione Lorenzo Frasconi si difende come un leone e contrattacca: "L'obiettivo eravamo io e i mie collaboratori, non è questo il modo  di fare politica"

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PRATO. Non è più il dirigente del settore delle Mobilità del Comune da pochi giorni, forse per questo Lorenzo Frasconi, questa volta, non usa le buone maniere: «Tanto ormai sono fuori, mi hanno rottamato - dice con amarezza - e forse anche per quelle irregolarità delle quali tanto si parla, nel procedimento per il raddoppio al Soccorso».

E' un fiume in piena Frasconi, che ancora non ha ancora letto la deliberazione dell'Autorità Anticorruzione, che lui definisce «aria fritta» ma che è determinato a difendere il suo operato. «Immagino abbiano replicato pari pari quello che avevano già detto nell'istruttoria. Sa cosa mi dispiace? - dice - che i commissari non abbiamo voluto ascoltarci quando abbiamo chiesto loro un'audizione, non hanno voluto tenere in considerazione le nostre controdeduzioni».

Ma a Frasconi dispiace più altro: «Massimo Carlesi (all'epoca dell'esposto capogruppo Pd ndr) dice che ci sono state delle irregolarità? E io - prosegue - gli rispondo: e allora? Non esistono procedure senza irregolarità e lui lo sa bene perché è stato il mio assessore per quattro anni e conosce come lavoro. Sa anche molto bene che per fare le cose, per portarle avanti e non farle impantanare, spesso bisogna lavorare border line senza commettere cose illegali. Perché ci sono anche quelle, ma in questo caso no, è tutto limpido, c’è solo qualche irregolarità».

Frasconi difende a spada tratta ciò che ha fatto per il raddoppio al Soccorso: «Ho lavorato bene - scandisce - ho fatto quel che dovevo per il bene del Comune e per il bene della città, lo rifarei. Mi si accusa di aver fatto degli errori nelle procedure? E allora? - ribadisce - si mandano all'aria settecentomila euro di lavoro per delle irregolarità? La verità - continua - è che ora che il cantiere al Soccorso è di nuovo fermo la gente continuerà a stare in coda per anni. Questo è il risultato. Questo è quello che Carlesi ha ottenuto con l'esposto».

Ma non è finita ancora. Frasconi ha un altro "sassolino" da togliersi dalla scarpa: "Carlesi dovrebbe fare politica e smetterla si prendersela con i tecnici. Lui aveva me come obiettivo e non so nemmeno il perché. All'autorità anticorruzione ha mandato un esposto tecnico, c'era perfino il computo metrico fatto da non so chi, e il risultato è stato quello di fare prendere come obiettivo me e i mei collaboratori e non certo una giunta di colore diverso dal suo. Si vergogni Carlesi per quello che ha fatto».

Massimo Carlesi non si scompone: «Ho lavorato con l’ingegnere Frasconi per più di quattro anni, l’ho sempre giudicato e continuo tutt’ora, un buon tecnico e un buon progettista per questo non mi spiego cosa sia accaduto nei cinque anni di amministrazione Cenni» . «Nell’agosto di tre anni fa - conclude Carlesi - avvertii Frasconi che, secondo noi, la procedura che usava per il Soccorso era totalmente illegittima. E lo avvertiti anche che saremmo andati fino in fondo». (c.o.)

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