Il Tirreno

Prato

La "ditta" prende il secondo consigliere e pensa all'assessore

Cristina Orsini
Da sinistra Ilaria Bugetti, Gabriele Bosi e Nicola Ciolini
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Da sinistra Ilaria Bugetti, Gabriele Bosi e Nicola Ciolini

Il Pd di Prato tiene nonostante l'emorragia di voti che colpisce anche altri partiti e non tratta troppo male Rossi, la Lega fa il pieno ma è destinata a un'opposizione "fantasma", centrodestra in frantumi  

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PRATO. Voto andato come ci si aspettava, con qualche buona notizia e per bilanciare,qualche asprezza in più. Ma Prato riserva sempre sorprese. La città che appena un anno fa - era il 25 maggio - ha eletto un sindaco, Matteo Biffoni, renziano della primissima ora, con un exploit raro (il 58% dei consensi, il Pd a un passo dal 47%), ha premiato il candidato consigliere regionale renziano Nicola Ciolini, come era scritto, passato liscio liscio con più di 7.400 preferenze, ma ha spedito nel parlamentino toscano (e questa è la bella notizia), inaspettatamente, una outsider, Ilaria Bugetti, che per entrare nella lista pratese ha puntato i piedi e che renziana non è mai stata. Bugetti ha evidentemente intercettato quella parte di voto democratico "malpancista" che rema contro e che, per dirla con le parole di Renzi, "gufa"spesso ma che ha sempre perso. Fino a ora, ma questa volta no. Anche a Prato il segnale è evidente, i “rosiconi” ala ex Ds, hanno rialzato la testa.

ECCO IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE

Voti alla "ditta". Ma hanno nello stesso tempo portato voti alla “ditta”che nel complesso tiene. Il Pd arriva al 43,17% (46,35% a livello regionale) e supera il risultato di cinque anni fa (39,52%). «Si conferma - afferma il segretario Pd Gabriele Bosi - l’unico partito in grado di governare Prato e di intercettare le istanza del territorio». E dopo il conasigliere bis il Pd pesa all'assessore: un obiettivo non impossibile perchè Prato, alla fine, non ha trattato troppo male nemmeno il candidato presidente Enrico Rossi che raggiunge il 43,67% con il voto della lista collegata il Popolo Toscana (1,32% e non entra in consiglio regionale). Certo, un risultato inferiore a quello toscano (48%) «ma poteva andare molto peggio» è il commento più frequente tra la classe dirigente Pd.

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Voto disgiunto, cercasi. Segno che il voto disgiunto, se si vanno a guardare i voti sezione per sezione e che ha favorito il candidato presidente della lista Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Claudio Borghi della Lega Nord, nel complesso ha influito relativamente. Dunque la “ditta” pratese regge.

TUTTI I RISULTATI TOSCANI

Vince l'astensionismo. Vero, se ci si ferma alle percentuali, affermazione che si appanna se si guardano i numeri assoluti. L’emorragia di voti - che riguarda tutti i partiti - è forte, ed è conseguenza del dato vero e incontrastato di queste Regionali 2015: l’astensionismo. Mai cosi forte a Prato. Ha votato il 45,82% dei 183.000 aventi diritto (48% l’affluenza regionale) , ovvero alle urne sono andati in 84.200, quindi 90.000 elettori circa sono rimasti a casa.

Lega padrona. Nonostante la disaffezione che ha penalizzato a sinistra ma soprattutto a destra, l’altro vincitore di Prato di questa tornata elettorale è la Lega Nord grande elettore del candidato presidente Claudio Borghi (24,3%, quattro punti netti in più del risultato toscano). Le camicie verdi di Salvini fanno rinascere un partito che a Prato era praticamente scomparso: nemmeno 1.300 voti nel 2014 alle amministrative tra Lega Nord Toscana e Lega Toscana Paradiso; 9.600 voti pari al 9,78% nelle Regionali 2010 a sostegno però del candidato di Forza Italia.

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Opposizione "fanstama". Effetto Salvini, appunto, che si conferma il leader del centrodestra a livello nazionale ma la cui forza propulsiva a Prato è destinata a smorzarsi.  Per dirla con le parole del sindaco Matteo Biffoni, grande sponsor di Ciolini: «La Lega Nord non è rappresentata in consiglio comunale, sarà una forza d’opposizione fantasma». Anche se in consiglio comunale c’è pur sempre Aldo Milone, candidato civico nella lista di Fratelli d’Italia che ha appoggiato il leghista Borghi. Milone ha portato 2.452 voti, qualche centinaio in più rispetto a Giovanni Donzelli, candidato di punta a Firenze di Fdi.

Su 5 Stelle, giù Fi e Cenni. L’opposizione si consolida invece nelle mani dei 5 Stelle che il risultato lo portano a casa. Anche a Prato si conferma il trend nazionale che vede i pentastellati avanzare anche nelle amministrative: hanno raggiunto il 14,83% (15,15% in Toscana), aumentando di 5 punti e mezzo rispetto alle comunali 2014 (9,19%) anche in numeri assoluti: 8.277 voti nel 2014, 11.525 domenica. Forza Italia scende all’8% ma il capolista Giorgio Silli mantiene salde le preferenze (2.200), debacle di Roberto Cenni che con i civici di Lamioni non arriva a mille voti.

 

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