Finanza
"Abbiamo l'esercito e non si riesce a prendere il responsabile"
Il gruppo "Libere di correre" commenta la tentata violenza sessuale in via di Canneto: "Serve un maggiore impegno delle forze dell'ordine"
PRTO. «Questo episodio – spiegano dal gruppo “Libere di Correre” nato in seguito alla tenta violenza avvenuta lo scorso maggio ai danni di una runner - ci prende un po' alla sprovvista. Non avevamo avuto nessun segnale di situazioni pericolose. Dopo tutte le manifestazioni che abbiamo fatto, le donne quest'inverno hanno cominciato a correre in gruppo, forse con l'arrivo della bella stagione è stata abbassata la guardia». E' il commento alla tentata violenza sessuale avvenuta nel tardo pomeriggio di lunedì 1° giugno in via di Canneto e raccontata dalla vittima dell'aggressione.
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Le runners hanno creato un gruppo WhatsApp per segnalare eventuali situazioni di pericolo, ma anche per darsi appuntamento per correre insieme. La preoccupazione è tornata ai massimi livelli, ma anche un po' di rabbia per la mancanza di controlli. «Ma quali guardie venatorie o buone intenzioni della pubblica amministrazione o del sindaco - commenta Veronica Pugi, runner – qui ci vuole un intervento delle forze dell’ordine, devono prendersi le loro responsabilità rispetto al ruolo che ricoprono. Abbiamo a Prato forze antiterroristiche e non riescono a prendere uno che aggredisce alla stessa ora e nello stesso posto?».
Da più parti era stata chiesta la presenza di forze dell’ordine in borghese che potessero controllare la zona, sembra anche che ci sia una descrizione abbastanza particolareggiata dell’uomo che aggredisce le podiste. L'ultimo episodio si era verificato prima dell’inverno sulla ciclabile di viale Galilei, ma di fatto era un caso diverso, una sorta di stalking. In occasione della corsa organizzata il 29 novembre scorso era stato consegnato al sindaco Matteo Biffoni una sorta di documento con la richiesta di alcuni interventi specifici, tra cui anche il potenziamento dell’illuminazione e maggiori controlli da parte dei vigili urbani. In realtà questa volta l'episodio è avvenuto con la luce e senza la complicità di un cespuglio dietro cui nascondersi.
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