La manifestazione
"Noi in coda alle Poste e l'impiegato che prende il caffè"
Proteste allo sportello di Figline di Prato, dove sono volate parole grosse. La replica: "Sono un consulente, non vado alle casse"
PRATO. Una quindicina di clienti in fila. Due impiegati alle casse ma solo una a fare servizio, il secondo beve il caffè e di tanto in tanto esce sulla porta dell'ufficio a fumarsi una sigaretta. Sono volate parole grosse stamattina (sabato 30 maggio) nell'ufficio postale di Figline dove all'invito dei clienti fatto al secondo impiegato affinché desse una mano alla collega così da ridurre i tempi di attesa, quest'ultimo ha risposto che è un funzionario e che si occupa di consulenze finanziarie e quindi per lui tornare a fare la cassa avrebbe significato tornare indietro nella qualifica. E' mancato poco che qualcuno chiamasse i carabinieri perchè a quel punto gli animi si sono riscaldati di brutto e sono volete parole grosse. "Due impiegati, uno solo a fare servizio allo sportello e il secondo che sorseggia il caffè e va a fumarsi le sigarette mentre i tempi di attesa per i clienti si allungano oltre l'ora - racconta la signora Giovanna - Se questa è la nuova organizzazione delle Poste c'è da stare allegri. Mi auguro che nei confronti di quel funzionario vengano presi dei seri provvedimenti. Ma forse la colpa è nostra che continuiamo a servirci degli uffici postali. Ci sarebbe bisogno di un po' di concorrenza anche in questo settore per vedere se Poste Italiane possa ancora concedersi il lusso di avere un dipendente che sbeffeggia i clienti in questo modo".
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