Il Tirreno

Prato

giornata contro il tabagismo

Qui si fuma più che nel resto d’Italia

Qui si fuma più che nel resto d’Italia

Al centro antifumo dell’Asl si rivolge una minoranza (l’1 per cento)

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PRATO. Per il tabagista pentito spesso è l’ultima spiaggia, quando proprio non si può fare altrimenti per rompere quel “vizio”. Che soltanto l’1% della popolazione pratese bussi alla porta del centro antifumo dell'Asl (la sede è al centro “Giovannini”), non è necessariamente brutto segno. «E’ positivo perché magari ce la fanno a smettere da soli», sottolinea Patrizia Gai referente del centro antifumo, in occasione della giornata mondiale senza tabacco (31 maggio) che s’intreccia con quella dedicata all’attività fisica adattata (Afa-day), per oggi: entrambi gli appuntamenti saranno “festeggiati” con una passeggiata per le vie del centro storico da piazza San Francesco (“Cammina in salute”, a partire dalle 10). Al “fascino maledetto” della sigaretta intanto non dice no il 28,4% dei pratesi, un dato superiore rispetto alla media nazionale (28%); nel 2014 i nuovi accessi al centro sono stati 110 ma c’è da scommettere che quest’anno aumenteranno (siamo già a quota 70 nuovi ingressi da gennaio a maggio). Sbagliato pensare che mediamente accendano più la sigaretta i giovani, almeno a Prato: l’età media si attesta sui 51,6 anni con un aumento dell’età media delle fumatrici (nel 2013 la soglia media era di 45,8 anni) che hanno chiesto aiuto al centro antifumo, mediante terapia a base di colloqui psicologici e farmaci (la prima prestazione è gratuita, poi si accede con il ticket). In quanto tempo si smette di fumare? Nel 2014 il 47% degli utenti ha impiegato sei mesi di trattamento per affrancarsi dal vizio, il 44% in tre mesi. “Sorvegliate speciali” le donne in stato interessante che arrivano al centro antifumo su segnalazione del consultorio, intercettate in media dopo quasi nove settimane di gestazione: in tre anni, dal 2012 al 2014, sono state segnalate 184 gestanti delle quali solo il 16% ha smesso di fumare. «Un altro percorso viene attivato con i pazienti che hanno patologie da fumo correlate, in collaborazione con pneumologia», aggiunge Gai. Ma la prevenzione del fumo va a braccetto con l’attività fisica: in quest’ottica l’Afa-day, sabato 30 maggio, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’esercizio fisico per gli anziani con patologie croniche. «Promuovere corretti stili di vita rientra fra le strategie della Società della salute che caratterizzerà sempre più la nostra attività sul piano della prevenzione e dell’educazione», fa sapere il direttore della Sds Michele Mezzacappa. Prevenzione è anche la parola d’ordine del dipartimento educazione e promozione della salute dell’Asl 4 che da anni effettua interventi mirati nelle scuole, coinvolgendo studenti e insegnanti, per dichiarare guerra al fumo. Come il campus “Ben-essere e emozioni” al quale hanno partecipato 64 studenti, 8 insegnanti e 13 educatori. «L’iniziazione al fumo, ultimamente, riguarda sempre più le ragazze – fa notare Lucia Livatino, responsabile della formazione e promozione della salute dell’Asl 4 - ma se in classe si entra imponendo solo il diniego senza “educare” si ottiene l’effetto contrario». Tutti a piedi intanto sabato 30 maggio per una passeggiata di 5 chilometri per le vie del centro: “Cammina in salute” è promossa da Asl 4 e Sds in collaborazione anche con la Fondazione Ami.

Maria Lardara

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