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Prato

L’Asl assume 26 persone ma per la Cgil sono poche

L’Asl assume 26 persone ma per la Cgil sono poche

Pacini della Funzione pubblica: «Ne servirebbero 40 per poter fare le ferie» Il personale dell’Asl, tolti i medici e i dirigenti, ha 58.000 euro di arretrato

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PRATO. Saranno 26, 16 infermieri e 10 operatori sanitari, i nuovi assunti al nuovo ospedale di Prato per far fronte alle esigenze wcon l’arrivo delle ferie. Un contentino. E non una boccata di ossigeno per il la funzione pubblica della Cgil che per dire “no” a quello che è un provvedimento («ma solo per stare a galla») snocciola una serie di numeri. Di di fatto, il personale rimane sistematicamente con le ferie da fare. «La durata minima delle ferie – fa sapere Lorenzo Pacini della Cgil – è fissata in quattro settimane in ogni posto di lavoro, pubblico o privato che sia, ma non all’Asl di Prato dove le ore di ferie ancora non godute del 2014 sono, medici e dirigenti esclusi, 57.950. Tradotto vuol dire che c’è infatti una carenza di organico di 40 persone». Ed ecco che Pacini entra nel merito. «Per intenderci: quaranta lavoratori in più (tra personale sanitario, tecnico e amministrativo) nel periodo estivo avrebbero garantito la stessa quantità di servizi attualmente offerti con maggiore qualità poiché il personale avrebbe potuto usufruire dei regolari turni previsti dalla legge e dal buonsenso: tra i 40 addetti alla sanità pratese che mancano all’appello ce ne sono almeno 21 con la qualifica di infermiere e 6 con quella di operatore socio sanitario».

« Gli addetti nelle due qualifiche dell’assistenza alla persona devono poter fruire di almeno una settimana di ferie residue mentre 8 sono i giorni di ferie 2014 dei tecnici di radiologia (la professione maggiormente in deficit di personale) che soffrono dell’assenza di almeno 2 lavoratori a garanzia della copertura del servizio in caso di fruizione, doverosa, delle ferie residue».

Una carenza di personale, sempre a copertura dei periodi di ferie non ancora fruiti, che si fa incisiva anche tra le ostetriche e i tecnici della riabilitazione che dovranno aspettare l’assunzione di almeno un collega per poter fruire delle ferie residue dell’anno 2014.

«La disciplina sanzionatoria, in caso di mancata fruizione delle ferie entro i 18 mesi successivi al periodo di maturazione – è sempre Pacini a spiegare - , è stata “dura” fino al 2010. Secondo la normativa vigente invece in caso di mancato rispetto del diritto irrinunciabile alle ferie da parte del datore di lavoro costa “soltanto” 4500 euro a fronte dei 260 euro di sanzione ridotta per ogni evento e per ogni lavoratore (1500 in tutto), per un complessivo di 386.000 euro, previsti fino a pochi anni fa. In questo caso si può dire che le novità legislative hanno fortunatamente preservato il bilancio dell’azienda sanitaria pratese da un esborso decisamente oneroso».

Meno tecnica ma dritta al sodo l’opinione di Manuela Parigi che in Cgil rappresenta i pensionati.

«Non si può giocare alla roulette russa quando si parla di sanità – commenta – perché con queste carenze struttural di personale non solo si allungano tutte le liste di attesa ma si rischia anche che il personale, più stanco del dovuto, possa fare degli errori. E in ospedale si parla di salute».

Ilenia Reali

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