Sicurezza
In dieci ospitati nella villa alla Pietà di “Pane e Rose”
PRATO. Dieci richiedenti asilo politico sono stati ospitati all' interno di una villa in zona la Pietà. La casa era praticamente abbandonata da diversi anni e con il tempo era stata occupata...
PRATO. Dieci richiedenti asilo politico sono stati ospitati all' interno di una villa in zona la Pietà. La casa era praticamente abbandonata da diversi anni e con il tempo era stata occupata indebitamente da senza fissa dimora e tossici. A gestirla la cooperativa Pane&Rose che ha anche trasferito parte dei suoi uffici all' interno della villa. «Da tre settimane la casa è stata aperta- spiega il presidente della coopeartiva Marco Paolicchi – abbiamo dovuto fare molti lavori per renderla abitabile, ora bisogna risistemare il giardino, che è praticamente invaso da erbacce, ma è un compito che affideremo agli ospiti». La vita all' interno della casa si svolge con le stesse modalità di quella nelle strutture. «I nostri operatori sono presenti giorno e notte – continua Paolicchi – e la presenza degli uffici è una garanzia ulteriore. Nella casa c'è anche una cucina funzionante, stiamo iniziando a gestire un calendario di turnazione per chi dovrà cucinare e risistemare le stanze». La cooperativa ha stipulato un contratto di quattro anni rinnovabili con i proprietari. «All' inizio abbiamo avuto qualche problema con i vicini di casa, ma poi siamo riusciti a risolverli, del resto la presenza del nostro personale e quella discreta delle forze dell'ordine è una garanzia per tutto il quartiere. La situazione prima era decisamente peggiore». Oltre alla villa in zona la Pietà anche i proprietari di un appartamento in via Marini, la gestione è di Astir, hanno dato la disponibilità ad accogliere i rifugiati. «Le sei donne alloggiate in via Marini – spiega il vice sindaco Simone Faggi – presto saranno trasferite in un'altra struttura. La condivisione delle strutture rientra nella direzione che abbiamo sempre indicato». Intanto entro la fine di giugno partirà il programma che vede impegnati i richiedenti asilo politico in ore di volontariato dedicate ai lavori di decoro urbano. «Stiamo facendo le selezioni per capire chi sono le persone più indicate in base alle mansioni richieste – spiega il presidente di Pane& Rose- vorremmo cercare a rotazione di impegnare tutti. Loro stessi ci chiedono di poter impegnare diversamente il tempo». (a.a)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google