Il dolore
Rossi querela Milone e l'ex assessore si lamenta
L'esponente di "Prato libera e sicura" è accusato di diffamazione a mezzo stampa: "Perché il presidente della Regione si fa rappresentare dall'Avvocatura generale?"
PRATO. Il presidente della Regione Enrico Rossi querela l'ex assessore alla Sicurezza urbana di Prato Aldo Milone e quest'ultimo si lamenta che a rappresentare il governatore in aula si sia presentato un legale dell'Avvocatura generale della Regione Toscana. L'oggetto del contendere sono alcune affermazioni di Milone dopo la tragedia di via Toscana, l'incendio del 1° dicembre 2013 in cui persero la vita sette operai cinesi. L'ex assessore dice che al culmine di una polemica si limitò a dichiarare che Rossi aveva bisogno di un buon medico. Ecco come l'esponente di Prato libera e sicura ricostruisce la vicenda.
"Ma quanto è distante la sinistra di oggi da quella delle sue origini? - scrive Milone - È così lontana che possiamo ben dire che ormai gli assetti politici si siano completamente capovolti. Un tempo la sinistra si contrapponeva ai potentati economici e politici per tutelare i diritti dei più deboli a lavorare, ad essere adeguatamente retribuiti e a poter far sentire la propria voce; oggi, invece, la sinistra ha realizzato un sistema di acquisizione e di gestione del potere che non ammette oppositori: lo si vede in grande, per quel che succede in Parlamento e lo si vede in piccolo nel nostro territorio. Ne è un piccolo ma significativo esempio il paradosso della vicenda che mi vede contrapposto al governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi. Il fatto è semplice: nel dicembre del 2013, dopo che il governatore aveva iniziato ad intervenire con una certa frequenza sul tema dell’immigrazione cinese a Prato, risultando evidentemente contradditorie le sue poco informate ed altalenanti affermazioni, lo criticai con una battuta sicuramente salace, ma certamente fisiologica nel contesto di un dibattito politico, quantomeno se svolto su basi paritarie. Non la ripeto perché non vorrei che mi ri-querelasse, perché lui questo fece, mi querelò per diffamazione a mezzo stampa e – caso assolutamente eccezionale in Italia – con una querela presentata nel marzo del 2014, mi sono ritrovato in Tribunale nell’aprile del 2015: giustizia lampo per il governatore! Spero che lo sia per tutti. Pur trattandosi di un profilo di contrapposizione politica in cui era coinvolta la sua persona e non l’Ente Regione, all’udienza dell’aprile scorso si è presentato a suo nome, per costituirsi parte civile e chiedere i danni, un avvocato dell’Avvocatura Generale della Regione Toscana: ma se ci fosse pure stato un danno, mica lo avrebbe subito la Regione. E se dovessi essere condannato a pagare una multa, chi dovrei risarcire la Regione o il Presidente Rossi? Viceversa, quando il governatore intervenne nel dibattito relativo al nuovo Ospedale di Prato, ai politici pratesi dell’Amministrazione in corso – tra i quali c’ero anch’io – che lo criticavano, replicò che “i trogloditi stanno nelle caverne”: eppure, nessuno dei politici offesi lo querelò e nessuno Avvocato del Comune gli chiese i danni e forse abbiamo fatto male nel non quererarlo, visto che la settimana scorsa il Presidente Rossi ha di nuovo definito i pratesi "trogloditi" perchè hanno osato contestare il mal funzionamento del nuovo Ospedale S.Stefano. Che vorrà dire? Forse che nelle liste civiche e nel centrodestra ci sono persone più liberali e meno preoccupate di conservare e di usare il potere di quanto non lo siano quelle del centrosinistra?".
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