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Prato

L’addio a “Posse” un giovane dal cuore viola e generoso

L’addio a “Posse” un giovane dal cuore viola e generoso

La chiesa di Coiano era troppo piccola per i tanti amici Il parroco: «I suoi occhi vedranno ancora la luce»

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PRATO. Un letto di rose bianche coprivano la bara di Francesco Possenti, il giovane morto improvvisamente mentre festeggiava il compleanno della madre Anna Maria.

Nella chiesa di Coiano, troppo piccola per contenere tutte le persone arrivate per salutare per l'ultima volta lo studente di Coiano, si aveva l'impressione che tutti i giovani della città si fossero dati appuntamento qui, con il loro dolore, per ribadire l'ingiustizia di questa morte improvvisa e per questo così difficile da elaborare. Gli amici di "Posse", così lo chiamavano, hanno anche portato una bandiera viola per ricordare il grande attaccamento che il giovane aveva per la Fiorentina.

«Siamo chiamati - ha detto durante l'omelia il parroco, don Gino Calamai - a sostenerci a vicenda. Ci poniamo tutti la stessa domanda: “Perché?” Anch'io, anche se sono un sacerdote, non riesco a dare risposta».

Poi don Gino ha ricordato Francesco e il suo ottimismo. «Diceva, ed era una delle sue frasi preferite tanto che è rimbalzata sui profili Facebook dei suoi amici, che qualunque cosa accadesse lui guardava il bicchiere mezzo pieno. Perché Francesco aveva una filosofia: quella del sorriso».

Un’omelia affettuosa quella del parroco davanti a una chiesa in cui il dolore si sentiva addosso, non lasciava spazio. «Si capisce subito che Francesco era una persona speciale. Correva per gli amici ogni volta avessero bisogno, sapeva dare loro speranza. E ora è ancora Francesco a dare speranza a noi, che siamo fragili e con una prova così grande da superare».

«Siamo però certi - ha continuato il parroco - che c'è un angelo lassù, l'angelo del sorriso. E Francesco anche ora c'è qui il tuo sorriso, quello dovuto al gesto dei tuoi genitori che hanno donato le tue cornee e ora possono vedere la luce. Stringiamoci a loro, a babbo Carlo, a mamma Anna Maria, a Vittoria. Pensiamo a quelle due persone che grazie a questo gesto vedono, anche loro, la luce».

La madre poi ha chiesto che alla fine della messa fosse letta la preghiera di San Francesco.

E mentre in chiesa gli amici leggevano una lettera per il giovane studente, fuori tanti palloncini viola attendevano Francesco per l’ultimo suo viaggio.

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