Il dolore
Sicurezza e nuovo ospedale agitano il dibattito
Nel primo vero confronto tra i capolista di Prato, Ciolini sbotta e i tre ex alleati del centrodestra riescono a non litigare
PRATO. Sicurezza e nuovo ospedale. Sono due dei tre temi (insieme alla nuova pista di Peretola) che agitano la campagna elettorale per le regionali del 31 maggio, ed era prevedibile che su questi temi si agitasse anche il primo vero faccia a faccia tra i capolista pratesi, organizzato nel pomeriggio di sabato 23 dal Pd di Coiano al circolo Arci di Santa Lucia. Meno prevedibile il clima. Il Pd oggettivamente giocava in casa, ma in certi momenti è sembrato di stare in un circolo di Forza Italia anziché in una casa del popolo, perché i candidati del centrodestra si erano portati dietro qualche sostenitore, mediamente più rumoroso di quelli in minoranza del centrosinistra.
Sicurezza e nuovo ospedale, dunque. Rispondendo alle domande di Giorgio Bernardini del Corriere Fiorentino, la questione sicurezza è stata la sola sulla quale il candidato del Pd, Nicola Ciolini, si è inalberato. «E’ veramente strano che dal giorno dopo in cui è stato eletto sindaco Matteo Biffoni - ha detto alzando la voce per superare i simpatizzanti del centrodestra - Prato sia diventata una citta insicura. Proprio molto strano. Per garantire la sicurezza bisogna riportare il lavoro. Non è un problema di italiani o stranieri, ma di chi ruba e di chi non ruba». «Ma a chi la vuoi raccontare? - lo ha rintuzzato Aldo Milone (Lega e Fratelli d’Italia) - A quelli che ogni giorno vengono derubati? È anche colpa del patto di stabilità che impedisce di spendere sulla sicurezza, ma bisogna fare pressioni per far salire di fascia la Questura». «Prato ha una sicurezza sottodimensionata rispetto all’importanza della città - ha detto l’ex sindaco Roberto Cenni, ora candidato con Passione per la Toscana di Lamioni - Se adeguassero gli organici non avremmo bisogno di stare sempre a chiedere rinforzi».
«Ma tu hai governato cinque anni a forza di blitz e militarizzazione - gli ha replicato Elisa Valdambrini di Sì, Toscana a sinistra - Mio marito è militare e ti dico che mi crea una certa ansia vedere in giro tutte quelle divise. Credo nell’integrazione, smettiamo di vedere gli stranieri come un nemico». «Non amo mischiare le parole sicurezza e immigrazione - ha chiuso Giorgio Silli, Forza Italia - ma Prato è una polveriera. Il problema è che il governo Renzi depenalizza, ma chi se ne frega se le carceri sono piene. Bisogna colpirne uno per educarne cento».
Ancora Silli sull’ospedale: «Sì, quello nuovo è bellino ma i posti letto sono pochi. Inutile che Rossi venga a darci di trogloditi». Per Roberto Cenni è ancora più grave l’accorpamento delle Asl: «Mettono tre commissari e tolgono dottori e infermieri, ma sono quelli che ti curano». E Milone: «Perché Rossi non va a vedere le persone ammassate al centro prelievi?». Ciolini in difesa: "Il problema è anche la troppa gente che va al pronto soccorso senza una effettiva urgenza" (proteste del pubblico). Alla fine quasi tutti i candidati sono preoccupati della possibile scarsa affluenza al voto, che forse, complice il ponte del 2 giugno, non arriverà al 50%. Il più brillante si conferma Silli, la più pacata Valdambrini. Ma il vero capolavoro lo fanno quelli del centrodestra, che un anno fa stavano insieme, ora sono in tre liste contrapposte e nonostante questo riescono a non litigare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
