Toscana
Spaccano la vetrina con un tombino e portano via abiti e accessori
Una residente del palazzo, svegliata dal rumore, ha preso a gridare ma i ladri non si sono intimoriti Amareggiata la giovane proprietaria dello “Store 23” che ha aperto il negozio da appena tre mesi
PRATO. Ennesima spaccata ai danni di un negozio del centro storico. A distanza di 24 ore dall’ultimo episodio (che ha interessato l'ottica Righi) ecco che un’altra attività commerciale del centro storico viene presa di mira dai malviventi.
Stessa dinamica, stessa via e, a quanto pare, stessi autori. Questa volta a fare le spese dei balordi è stato “Store 23” in via Garibaldi, all'angolo con via Verdi, aperto da appena tre mesi.
Venerdì intorno alle 4 due magrebini con un tombino in mano , incuranti delle grida di una donna che abita nello stesso palazzo, al piano sopra al negozio, e svegliata dai rumori hanno buttato giù la porta a vetri del locale.
Sono entrati nel negozio e si sono impossessati di scarpe e abiti.
Amareggiata e arrabbiata la titolare Michela Innocenti che, allertata dalla vigilanza, è stata svegliata nel cuore della notte ed è corsa al negozio. «Erano le 4 quando mi hanno chiamato spiegandomi cosa fosse successo – racconta Innocenti – Sono arrivata e ho trovato la porta che dietro i forti colpi inferti col tombino da parte dei balordi è caduta all’interno del negozio».
«Sentendo i forti rumori la signora che abita al piano di sopra - continua nel racconto la titolare di Store 23 - si è affacciata e ha gridato ai due di andarsene e che avrebbe chiamato la polizia. Invece, questi hanno continuato imperterriti senza avere la minima paura. Sono riusciti ad entrare in negozio, con l’allarme che ha iniziato a suonare ed hanno arraffato una quindicina di paia di scarpe ed alcune magliette, quindi sono scappati».
Uno di loro – secondo quando racconta la titolare di Store 23 - è stato preso dall’Esercito mentre tentava di darsi alla fuga in via dei Tintori, l’altro complice, invece, è riuscito a dileguarsi. Parte della refurtiva è stata ritrovata.
«Ma non è tanto per il danno della merce rubata – spiega Michela Innocenti – quanto piuttosto per la porta completamente distrutta che ora sono costretta a rimettere. Essendo di vetro temperato non si è spaccata del tutto, hanno ceduto i cardini ed è stata buttata per terra dentro al negozio. E, visto quanto mi è successo, sto pensando anche di mettere una sorta di cancello ad ulteriore protezione dell'ingresso».
La commerciante è stufa di quello che sta succedendo in centro.
«Così non si può andare avanti – conclude Michela Innocenti – Non bastano le tasse e la crisi che ci attanagliano adesso ci si mettono pure i ladri. Due episodi fotocopia nell’arco di 24 ore sono davvero troppi».
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