Il Tirreno

Prato

elezioni regionali 2015

La strana campagna da separati in casa dei candidati del Pd

di Paolo Nencioni
Nicola Ciolini
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Nicola Ciolini

I pratesi in lizza per la Regione sono tutti contro Rossi. E Ciolini si iscrive al gruppo “Enrico non è il mio presidente”

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PRATO. La notizia che Nicola Ciolini, candidato del Pd alle prossime elezioni regionali del 31 maggio e in odore di seggio, risultava iscritto al gruppo di Facebook “Rossi non è il mio presidente” - notizia che si è sparsa ieri, 21 maggio - ha fatto sorridere più di un osservatore delle cose politiche. Ciolini, subito dopo essersi cancellato, ha detto che sì, è stato uno sbaglio: qualcuno l’ha iscritto a sua insaputa o lui stesso si è iscritto per errore («sapete, non frequento molto Fb, mi sono accorto che ero iscritto anche a un gruppo che voleva sindaco Aldo milone...»).

Ma l’episodio è comunque la spia di una situazione che non riguarda il solo Ciolini e che per Prato è assolutamente inedita. Dei sei candidati del Pd alle regionali (oltre a Ciolini, Rudi Russo, Ilaria Bugetti, Aurora Castellani, Luisa Peris e Lorenzo Marchi) non se ne trova uno che sia d’accordo col presidente uscente e prossimo alla riconferma, Enrico Rossi. Che si dà il caso faccia parte dello stesso partito. Una situazione da separati in casa che spinge le altre forze politiche ad accusare i candidati democratici di fare una sorta di teatrino, o nella migliore delle ipotesi di essere degli “utili idioti” che poi non potranno far pesare la propria voce sulle scelte di politica regionale.

Il manifesto elettorale di Ciolini inviato in questi giorni a migliaia di pratesi è in questo senso illuminante. Nelle quattro pagine che spiegano i punti fondamentali e le istruzioni per il voto non compare mai il nome di Enrico Rossi (che se fosse stato per Ciolini non doveva nemmeno essere candidato). Non solo. Sui tre punti più importanti (nuova pista di Peretola, ospedale e legalità) le posizioni di Ciolini sono antitetiche a quelle di Rossi.

Un discorso simile può essere fatto anche per gli altri cinque candidati del Pd. Se uno o due di loro saranno eletti a Palazzo Panciatichi non saranno d’accordo con quella che ora è la linea del Pd a livello regionale. Questo per Nicola Ciolini non sembra essere un problema. «È chiaro che in campagna elettorale ci si concentra su quello che non va - spiega - e che noi stiamo facendo una battaglia anche territoriale. D’altronde quando i consiglieri Mattei e Russo nella passata legislatura votarono contro il Pit non fu uno scandalo. Ci possono essere visioni diverse. Credo che questa situazione sia anche figlia degli ultimi cinque anni, degli attriti tra la Regione e la passata giunta di centrodestra, si è creata una difficoltà di rapporti tra Prato e Firenze. Quanto al fatto che nel mio manifesto non sia citato Enrico Rossi, è perché si dà per scontato che sia lui il prossimo presidente. Noi comunque lavoriamo per portare acqua al mulino del Pd».

Con quei pesanti distinguo su aeroporto e sanità. «Sì, perché sono convinto che sull’aeroporto debbano essere tutelate la salute e la qualità della vita di tutti i cittadini; e il nuovo ospedale al momento non è adeguato alle esigenze della città, mancano investimenti che erano stati promessi». Un ospedale che è figlio legittimo di quell’Enrico Rossi che presto potrebbe sedere gomito a gomito con chi gli promette già da ora una fronda interna.

 

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