Il dolore
Guerra tra sfruttatori per il possesso delle lucciole
Dopo un tentato omicidio scattano dieci ordinanze di custodia per gli albanesi Nel residence sequestrato il comandante della Municipale, estraneo all’indagine
PRATO. Quando gli uomini della squadra mobile di Firenze sono entrati nel residence di Paperino, all’alba di ieri, per notificare al titolare, Luigi Ferrò, il sequestro dell’immobile di via Traversa per le Calvane nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione, tra gli occupanti delle camere hanno identificato anche Andrea Pasquinelli, comandante della polizia municipale di Prato. Pasquinelli aveva affittato una stanza da qualche giorno, in attesa di occupare un monolocale che non si era ancora liberato, ed è del tutto estraneo all’inchiesta della Procura di Firenze.
Il residence di Paperino, secondo quanto spiegato dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, sarebbe stato utilizzato da alcune prostitute albanesi per esercitare la loro attività e anche il titolare è indagato nell’inchiesta che ieri ha portato all’emissione di dieci ordinanze di custodia cautelare, sei delle quali eseguite, nei confronti di un gruppo di albanesi accusati di sfruttare le loro giovani connazionali. Già in passato il residence di Paperino era stato oggetto di indagini in materia di sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione.
L'indagine, ha spiegato il procuratore Creazzo, è iniziata nell'aprile del 2014 in seguito a una furiosa rissa avvenuta in piazza delle Medaglie d'Oro a Firenze. Quel giorno un albanese, accoltellato al cuore, rischiò di lasciarci la pelle, ma nessuno volle dire il motivo della rissa. Dal ritrovamento di un telefono cellulare, ha aggiunto il capo della squadra mobile di Firenze, Giacinto Profazio, sono iniziati gli accertamenti che hanno portato alla scoperta del vero motivo della zuffa. Oggetto del contendere una giovane albanese, sfruttata da un connazionale, che aveva allacciato una relazione con un altro connazionale, infrangendo una delle regole non scritte di quell'ambiente (lo sfruttatore ha sempre paura che gli portino via la gallina dalle uova d'oro). Insomma, uno scontro tra bande per il controllo della prostituzione.
Nel corso delle indagini è emerso un altro tentato omicidio ai danni di un transessuale che aveva iniziato a prostituirsi in una zona riservata agli albanesi e che per questo è stato investito da uno dei membri della banda. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lastrucci, gli sfruttatori non andavano per le spicce nei loro regolamenti di conti e uno dei loro nel maggio 2014 è stato arrestato a Prato con una pistola in macchina: secondo quanto ricostruito voleva uccidere un altro protettore.
Nel corso dell'esecuzione delle ordinanze di custodia sono state trovate anche ingenti somme di denaro, che sono state sequestrate. Tra gli arrestati, oltre agli sfruttatori che fra l'altro parteciparono alla gravissima rissa di Firenze, anche un fiorentino titolare di un sexy shop, solo per il reato di favoreggiamento, poiché riforniva le ragazze di vestiti e materiali erotici, e una prostituta albanese ormai ritenutasi "vecchia", di 32 anni, la quale lavorando meno per integrare le sue entrate affittava la sua casa di Novoli alle "colleghe" più giovani perché portassero i clienti lì.
Paolo Nencioni
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