Attenzione
Troppi debiti, la Festa dell'Unità è a rischio
La scelta del Partito democratico è rimandata. E’ certo che non sarà fatta a Maliseti. Spunta l’ipotesi Passerella in versione ridotta
PRATO. Una festa dell'Unità, così com'è organizzata a Maliseti, costa 100.000 euro. Una cifra alta che, con qualche giornata di brutto tempo, crea un bel rosso sul bilancio degli organizzatori. Questo è quanto accaduto l'anno passato al Pd che già aveva un bilancio in difficoltà con un arretrato complessivo di 130mila euro di debiti da pagare perlopiù ai fornitori che ancora aspettano e, in qualche caso, scalpitano. Una situazione che l'attuale segretario Gabriele Bosi e il tesoriere Marco del Tongo non vogliono assolutamente ripetere, dal momento che il bilancio del partito non può permettersi di essere appesantito da una festa Democratica che accanto al valore promozionale dovrebbe portare qualche entrata e non certo debiti.
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Negli anni passati, mentre in alcuni paesi (vedi Legri) si acquistavano le strutture per evitare di doverle affittare nelle edizioni successive, a Prato (come a Firenze, del resto) si era scelto di destinare gli incassi ad altro e, oggi che i tempi sono cambiati, organizzare le feste ha un rischio che il Pd, ben lontano dagli introiti del vecchio Pci, non può più permettersi. Un ragionamento che nel partito di maggioranza si sta facendo proprio in questi giorni e che ha portato a una decisione netta: no a una nuova edizione della Festa dell'Unità a Maliseti, sì - forse - a una festa in tono minore dove non c'è spazio per ballo liscio, luna park e stand vari. L'obiettivo è sobrietà e quindi dibattiti, bar e ristorante ma soprattutto conti in ordine e nessun rischio. Anche il luogo è praticamente scelto anche se non confermato: la festa del Pd, a luglio, sarà fatta sicuramente in centro e quasi al 100 per cento nei giardini della Passerella dove ci sono già una parte delle strutture e dove si può contare sull'attrattiva che ha il centro storico oltre che sulla possibilità di parcheggiare, offerta dal Serraglio e dalla zona di piazza del Mercato Nuovo.
Il centrosinistra pratese è però evidente si troverà quindi ad avere una festa più ridotta rispetto a realtà assai minori. E il rischio è quello che alla fine potrebbe trovarsi anche senza festa. Il segretario Gabriele Bosi non dà per fatta la scelta della Passerella ("ogni decisione sarà presa dopo le regionali") ma non nega le difficoltà. «L'anno passato - spiega - con una situazione economica già difficile, visto il poco tempo che avevamo a disposizione e il fatto che comunque c'erano state le elezioni decidemmo di replicare la festa a Maliseti. Tagliammo molti costi ma a causa di 4-5 giorni di diluvio abbiamo avuto iniziative all'aperto completamente distrutte. In questa edizione quindi per me la priorità è quella di non creare in nessun modo un debito al partito. Tradotto significa che non faremo la festa a Maliseti e che la faremo solo se dal punto di vista economico sarà escluso ogni rischio». Il Pd alcune scelte le ha già fatte. «La festa - conclude con chiarezza Bosi che ha gestito solo l'ultima festa dell'Unità - sarà fatta e in uno spazio in centro rivedendo il concetto di Festa democratica . E solo se il piano economico lo consentirà. La Passerella ci piace ma le decisioni sono rimandate».
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