Il Tirreno

Prato

Scuola, una fiaccolata di protesta

Martina Altigeri
Scuola, una fiaccolata di protesta

Sciopero anche anche a Prato, non si ferma la protesta contro la "buona scuola"

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PRATO. Non si ferma la protesta dei sindacati di fronte al disegno di legge “La buona scuola”, approvato  alla Camera. Anche a Prato, Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda Unams, sulla linea dettata dalle segreterie nazionali, proclamano lo sciopero della prima ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni, le cui date sono individuate in relazione al calendario adottato da ogni singola istituzione scolastica, con esclusione delle classi terminali dei cicli di studio impegnate negli esami di Stato.

Lo sciopero del personale docente coinvolto nelle operazioni di scrutinio avverrà nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali, salvaguardando le legittime aspettative di studenti e famiglie. Per il personale docente della scuola dell’infanzia, il personale educativo e il personale ATA lo sciopero si effettuerà nella prima ora di servizio (e nell’ultima, in caso di turno pomeridiano) delle giornate individuate per la scuola in cui presta servizio.

Il comunicato unitario, stilato dalle cinque sigle sindacali, sottolinea le varie criticità della riforma non modificate dal governo e soggette, la prossima settimana, al voto definitivo del Senato. Le motivazioni dello sciopero sono spiegate qui: “Il testo del disegno di legge di riforma votato ieri dalla Camera lascia irrisolte molte delle sue più evidenti criticità e non dà risposta alle richieste che stanno alla base di una mobilitazione condivisa e partecipata dall’intero mondo della scuola.

Resta dunque ancora la necessità di apportare al testo di legge profondi cambiamenti e si motiva per questo la proclamazione di ulteriori iniziative di lotta sugli stessi obiettivi individuati nella piattaforma dello sciopero generale del 5 maggio:  un piano di assunzioni che non può limitarsi soltanto a quanti  sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, escludendo decine di migliaia di docenti e ATA oggi in servizio con contratto a tempo determinato; no al potere dei dirigenti di conferire incarichi ai docenti  attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali; no alla valutazione dei docenti con criteri arbitrari e la costituzione di commissioni prive delle necessarie competenze; regolazione per contratto di tutte le materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi a del rapporto di lavoro; impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale. Questi obiettivi verranno riproposti in tutte le sedi di confronto nelle quali i sindacati saranno impegnati, alla luce di quanto convenuto a Palazzo Chigi il 12 maggio, a partire dall’incontro di lunedì 25 maggio con la ministra Giannini al Miur, e successivamente con le audizioni al Senato e l’ulteriore incontro col governo, puntando a ottenere i necessari cambiamenti al testo di legge”.

Proseguiranno inoltre le iniziative organizzate a livello territoriale e nelle scuole per un’azione costante di informazione e coinvolgimento dei cittadini sulle ragioni e sugli obiettivi della mobilitazione. E nella giornata di venerdì 5 giugno, con inizio alle 21, sarà promossa ad una manifestazione dal titolo “La cultura in piazza”, con fiaccolate che avranno luogo contemporaneamente in tutte le principali città italiane.

 

 

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