Sicurezza
Blitz anti-prostituzione, sequestrato il residence di Paperino
La squadra mobile di Firenze arresta seii membri di un gruppo albanese con l'accusa di aver sfruttato giovanissime connazionali, altri quattro sono ricercati. All'origine dell'inchiesta un tentato omicidio per il "possesso" di una lucciola che si era invaghita dell'uomo sbagliato
PRATO. Il residence di Paperino, in via Traversa per le Calvane, è stato sequestrato nell'ambito di un'operazione contro lo sfruttamento della prostituzione. Nella mattinata di oggi, 21 maggio, gli uomini della squadra mobile di Firenze hanno dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia nei confronti di altrettanti membri di un'organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione nelle province di Prato e Firenze. Sono quasi tutti albanesi. Sei di loro sono stati arrestati, gli altri quattro sono ricercati. Secondo le prime notizie il residence di Paperino ospitava le ragazze, giovanissime connazionali degli arrestati.
Già in passato più volte il residence di Paperino era stato oggetto di indagini in materia di sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione.
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L'indagine, ha spiegato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, è iniziata nell'aprile del 2014 in seguito a una furiosa rissa avvenuta in piazza delle Medaglie d'Oro a Firenze. Quel giorno un albanese, accoltellato al cuore, rischiò di lasciarci la pelle, ma nessuno volle dire il motivo della rissa. Dal ritrovamento di un telefono cellulare, ha aggiunto il capo della squadra mobile di Firenze, Giacinto Profazio, sono iniziati gli accertamenti che hanno portato alla scoperta del vero motivo della zuffa. Oggetto del contendere una giovane albanese, sfruttata da un connazionale, che aveva allacciato una relazione con un altro connazionale, infrangendo una delle regole non scritte di quell'ambiente (lo sfruttatore ha sempre paura che gli portino via la gallina dalle uova d'oro). Insomma, uno scontro tra bande per il controllo della prostituzione.
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Nel corso delle indagini è emerso un altro tentato omicidio ai danni di un transessuale che aveva iniziato a prostituirsi in una zona riservata agli albanesi e che per questo è stato investito da uno dei membri della banda. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lastrucci, gli sfruttatori non andavano per le spicce nei loro regolamenti di conti e uno dei loro nel maggio 2014 è stato arrestato a Prato con una pistola in macchina: secondo quanto ricostruito voleva uccidere un altro protettore.
Nel corso dell'esecuzione delle ordinanze di custodia, la polizia ha eseguito anche altri due arresti nei confronti di albanesi già espulsi e rientrati illegalmente in Italia. Sono state trovate anche ingenti somme di denaro, provento della prostituzione, che sono state sequestrate. Il residence di Paperino era uno dei luoghi usati dalla banda per far prostituire le giovani albanesi e il titolare dell'attività è stato denunciato a piede libero.
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Tra gli arrestati, oltre agli sfruttatori che fra l'altro parteciparono alla gravissima rissa di Firenze, anche un fiorentino titolare di un sexy shop, solo per il reato di favoreggiamento, poiché riforniva le ragazze di vestiti e materiali erotici, e una prostituta albanese ormai ritenutasi "vecchia", di 32 anni, la quale lavorando meno per integrare le sue entrate affittava la sua casa di Novoli alle "colleghe" più giovani perché portassero i clienti lì.
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