Il Tirreno

Prato

Il preside del Datini vieta le minigonne

Una circolare del dirigente Santagati mette al bando anche i pantaloni corti e le magliette eccessivamente scollate

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PRATO. Minigonne e scollature vietate all'istituto professionale Datini. Con l'aumento della temperatura fa la comparsa anche la circolare di primavera, firmata dal dirigente Daniele Santagati, che mette al bando alcuni capi di abbigliamento non ritenuti adeguati per una istituzione scolastica.

Diverse le norme per alunni e alunne riportate nel testo della circolare: i primi non possono indossare pantaloncini corti, ma sono ammessi i pinocchietti, e neppure le canottiere; per le femmine, invece, niente minigonne, ma via libera ai bermuda, e no categorico alle canottiere e alle magliette eccessivamente scollate. Ben venga certo la bella stagione, ma è meglio non mostrarsi troppo.

Disposizioni precise che il preside ha scelto di mettere nero su bianco per responsabilizzare tutti i suoi studenti al rispetto del luogo in cui essi si trovano, ma che certamente farà storcere il naso ad alcuni, non proprio contenti di doversi attenere a regole così ferree. Sì, perché fino ad oggi in quella scuola sono state previste norme sull'abbigliamento solo per coloro che frequentano le esercitazioni pratiche dell'alberghiero, con l'unico obbligo di indossare la divisa, per gli altri invece c'è sempre stata maggiore libertà, anche se il dirigente scolastico nella sua circolare afferma che le stesse disposizioni valevano anche l’anno scorso. Il documento non riporta le sanzioni a cui potrebbe andare incontro chi sgarra, forse un semplice richiamo o una nota disciplinare.

Fino ad ora altre scuole pratesi hanno dato indicazioni sul bon ton da tenere in aula attraverso comunicazioni verbali, qualcosa di così ufficiale però non si è mai trovato. E comunque Santagati non è il primo preside che si attiene a regole così precise, anche in alcune scuole lombarde, venete e sarde sono state dettate disposizioni simili per rispettare il decoro dell'istituto.

Contattato al telefono, il preside Santagati preferisce non rilasciare dichiarazioni sulla circolare. Dalla scuola però fanno sapere che per ora nessuno si è lamentato esplicitamente delle nuove disposizioni sull’abbigliamento. Si fa anche notare che la scuola è un ufficio pubblico e dovrebbero valere le stesse norme di comportamento che si adottano in altri uffici pubblici, in Comune come in Tribunale, dove è richiesto formalmente o informalmente un abbigliamento consono al luogo. Dunque al bando le canottiere troppo striminzite, le ciabatte, i pantaloni troppo corti. Sulle minigonne il discorso sembra diverso e più legato all’estetica.

Martina Altigeri

Paolo Nencioni

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