Sono 9 gli indagati per la neonata morta dopo il parto
PRATO. Una donna di 45 anni al suo primo parto, con un travaglio durato 13 ore. Sono questi gli elementi sui quali si concentrano le indagini della Procura dopo la morte di una neonata, avvenuta...
PRATO. Una donna di 45 anni al suo primo parto, con un travaglio durato 13 ore. Sono questi gli elementi sui quali si concentrano le indagini della Procura dopo la morte di una neonata, avvenuta domenica mattina nel reparto di Ostetricia dell’ospedale Santo Stefano.
Il lavoro dei periti medici è solo all’inizio. I rappresentanti degli indagati, della Procura e della parte civile si sono presi 120 giorni di tempo per depositare la loro relazione, il documento che in questi casi è fondamentale per capire che piega prenderà il procedimento penale. Dunque si andrà alla fine dell’estate. Nel frattempo verranno approfonditi anche altri aspetti e verrà fatto un esame della placenta.
Gli indagati in totale sono nove e non solo cinque come era emerso martedì. Si tratta di tre ginecologi, l’anestesista, due ostetriche e tre infermieri, praticamente tutti quelli che hanno avuto a che fare per un motivo o per l’altro con le procedure del parto. Questo non significa che l’eventuale sbaglio, ammesso e non concesso che sbaglio ci sia stato, sia stato commesso da tutti o dalla maggior parte di loro. Gli avvisi di garanzia sono a tutela degli indagati che così possono, se vogliono, nominare loro consulenti nelle fasi tecniche dell’indagine.
L’Asl ha detto che la bimba è morta poche ore dopo il parto, ma il padre ha detto al suo avvocato, Gianluca Sansonetti, di non averla mai sentita piangere e di averla solo vista mentre la portavano in terapia intensiva dopo il parto cesareo, arrivato al termine di un lungo travaglio durante il quale era stata usata anche una ventosa. Una delle domande a cui dovranno rispondere i periti, tra cui il medico legale Luciana Sonnellini, è se il cesareo non potesse essere fatto prima, tenuto conto che la madre ha 45 anni ed era primipara.
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