Finanza
«Pronto soccorso al collasso»
Sopralluogo all’ospedale: pochi spazi per macchinari e medicine
PRATO. Non da rifare ma di sicuro da ritoccare. E’ l’ospedale secondo Nicola Ciolini e Aurora Castellani, entrambi candidati Pd alle Regionali, che 48 ore fa hanno compiuto un sopralluogo al Santo Stefano «per vedere quello che non va e, se possibile – affermano - trovare anche qualche soluzione». I mali della sanità, declinati dai due candidati, hanno un punto di partenza: «Il pronto soccorso dove l’altro giorno – attaccano – si è avuto il numero di accessi massimo mai registrato: oltre trecento persone» con tutti i problemi conseguenti per pazienti e personale. «Di sicuro c’è un uso improprio del pronto soccorso – attacca Ciolini – ma perché mancano le strutture sul territorio e i punti di primo pronto soccorso non funzionano come dovrebbero». «Non hanno diagnostica – precisa Castellani – dunque per qualsiasi problema il personale rimanda all’ospedale». E si torna daccapo. La situazione dei posti letto non va meglio, però. «Solo il 10% dei malati che passano al pronto soccorso viene poi inviata nei reparti – dicono – che però fanno molta fatica ad assorbirli». Il motivo c’è: il Santo Stefano è un ospedale per acuti «e non ha posti letti pensati – sottolinea Castellani – per tenere, per esempio, le persone sotto osservazione 24 o 48 ore». Come se ne esce? «Realizzando strutture sul territorio – ribadisce Ciolini – che possono essere per cure intermedie, case della salute e organizzando meglio l’attività del medico di base». Su questo fronte in particolare sia Ciolini sia Castellani promettono vigilanza serrata «sui tre milioni di euro che l’assessore regionale alla sanità ha confermato per Prato». Dal sopralluogo sono emersi anche problemi – in particolare sul fronte degli operatori sanitari – nei reparti nei quali gli interventi d’urgenza sono più frequenti: «Per esempio nel reparto di cardiologia». Che succede? «Che non ci sono spazi pensati per tenere a portata di mano i macchinari e le medicine e tutto sta in mezzo ai piedi nei corridoi».
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