Il Tirreno

Prato

"Più strutture sanitarie sul territorio e meno chiacchiere"

Da sinistra Luca Bravi, Giovanni Fattori ed Elisa Valdambrini
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Da sinistra Luca Bravi, Giovanni Fattori ed Elisa Valdambrini

Elisa Valdambrini, candidata alle Regionali con la lista Sì Toscana a sinistra a Prato, attacca "alzo zero": "Chi parla oggi del nuovo ospedale, ieri era seduto sulla sedia di amministratore e non ha fatto nulla"

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PRATO. "Leggo con un certo stupore e imbarazzo le esternazioni di alcuni candidati pratesi al consiglio regionale in merito all’inadeguatezza dell’ospedale “Santo Stefano” e al sottodimensionamento dei servizi socio-sanitari del territorio. Sia Cenni e Silli che Bugetti, Ciolini e Castellani, erano fino a poco tempo fa amministratori a Prato, Cantagallo, Vaiano e Montemurlo e in qualità di amministratori avrebbero dovuto allora, nelle sedi opportune, chiedere con forza e a gran voce che la Regione riconoscesse quote assai maggiori a Prato ed investisse sulle esigenze sanitarie del territorio e quindi dei cittadini; allora avrebbero dovuto opporsi alla convenzione con la Società privata, Ge.Sat, che gestisce con profitto e senza rischio di impresa i servizi non sanitari, scaricando sulla collettività i disagi ed il debito". Così Elisa Valdambrini, candidata con la Lista Sì Toscana a sinistra, ex Pd.

"Da circa 10 anni - scrive in una nota - Prato riceve per la Sanità meno di tutte le altre provincie toscane. Serve sottolineare, e non per amore di polemica ma per correttezza e precisione, che le cifre delle quote capitarie sanitarie sono 1.436,72 euro per Prato e non 1100 euro come affermato dai candidati Ciolini e Castellani, che sbagliano anche nell'indicazione delle quote fiorentine - pari a 1.851,04 euro e non alle indicate 1700".

"Prato è di fatto ultima nella ripartizione pro-capite del fondo sanitario regionale e la situazione è nota a tutti da tempo - prosegue - eppure nessuna delle giunte che si sono succedute si è realmente battuta affinchè le cose cambiassero radicalmente; la situazione attuale è la dimostrazione della incapacità, o della scarsa volontà, di incidere nelle scelte sanitarie della Regione. Anche la giunta Cenni, che sollevò subito il problema dei posti letto dell'ospedale non ha mai capito che il vero problema, e la richiesta su cui insistere, era l’implementazione della rete dei servizi sul territorio, per la bassa intensità di cura e cure intermedie".

"Sì-Toscana a Sinistra - conclude Valdambrini - chiede di espandere il servizio sanitario sul territorio, dando consistenza all'edificazione delle Case della salute (Prato ne conta una sola, Pistoia 5 e Firenze 7) che possano offrire cura e assistenza secondo la regolamentazione e l'organizzazione del soggetto pubblico, utilizzando quei 3 milioni e mezzo promessi dall'assessore regionale Luigi Marroni, inviato da Enrico Rossi a Prato a fare promesse rimaste inevase da oltre un anno e mezzo".

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