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Troppi clochard, spunta la proposta di un dormitorio bis
Prato, volontario dell'associazione La Pira lancia l'idea, sostenuta dalla parrocchia di Galcetello, di creare una nuova struttura per i senza tetto
PRATO.Dopo il gruppo che si è mobilitato per dare un tetto ad Antonio Ragno che vive alla stazione, Francesco Rossi, un volontario dell associazione La Pira, propone di creare un altro dormitorio maschile per soddisfare le richieste sempre in crescita dei senza fissa dimora. “Il dormitorio in via del Carmine può accogliere soltanto una ventina di persone – spiega Rossi – ma sono molti di più quelli che non hanno un posto dove dormire. Per questo faccio un appello a chi ha un fondo, possibilmente in centro storico e chi volesse sostenerci economicamente in questa avventura, di contattarmi”. Il progetto di Rossi è sostenuto anche dalla parrocchia di Galcetello.
“Abbiamo già un piccolo numero di volontari, ma ci mancano le risorse economiche. Il 13 maggio mi incontro con l'assessore alle politiche sociali Luigi Biancalani, spero di poter ottenere qualche rassicurazione”. Rossi non è assolutamente in contrasto con l'associazione La Pira, anzi “Il modello che vorrei adottare è lo stesso del dormitorio attuale,inoltre, apprezzo molto come i volontari accolgono le persone, ma questo non basta perchè in troppi dormono ancora sotto le stelle. Non ho condiviso questa mia idea con l'associazione perchè so che sono al massimo del loro impegno, il mio intento è di non gravare ulteriormente su di loro”.
Medesimi anche i servizi offerti: doccia, colazione, un letto pulito, la possibilità di utilizzare la lavatrice. “Come associazione – spiega la presidente Elena Pieralli - avvertiamo anche noi il bisogno di avere più posti letto, ma questo per ora resta un sogno, mancano i volontari e soprattutto le risorse economiche. Non vogliamo l'esclusiva nella gestione del servizio, anzi, se ci sono altre cooperative o associazione disposte ad aiutarci va benissimo". Conti alla mano per aprire un nuovo dormitorio ci vorrebbero 50mila euro, cifra molto alta da reperire, oltre che una struttura a norma .
"I nostri bilanci sono pubblici - continua Pieralli - e si vede chiaramente che percepiamo aiuti per 195mila euro, ma abbiamo un bilancio di 270mila, il resto dei finanziamenti cerchiamo di reperirli da soli, ma è molto difficile". Complicato anche organizzare tutto il servizio: la notte alla La Pira non ci sono volontari, ma operatori che vengono pagati, inoltre è estremamente costosa anche la gestione della pulizia della biancheria oltre a dover sottostare a procedure complesse per la trasmissione dei dati alla Prefettura.
"Sicuramente ci sono tante persone che dormono in stazione o in altri luoghi, ma è anche una scelta in quanto difficilmente accettano di sottostare a delle regole. Aumentare i posti a dismisura vorrebbe dire anche attirare su Prato un numero impressionante di persone a cui non possiamo dare un servizio". Rossi invece è molto più ottimista. "Si può fare e chi volesse aiutarmi può contattrmi al mio cellulare 349 1702814".
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