Sicurezza
Pulizia del verde e non solo: i profughi "lavoreranno" per Prato
Si tratterà di piccoli compiti che svolgeranno gratuitamente. Si tratterà di mansioni che svolgeranno come volontari. In arrivo altre 8 persone
PRATO. I profughi, o richiedenti asilo, che arrivano a Prato potranno fare dei lavori come volontari. A loro sarà chiesto di fare manutenzione in aree verdi, mantenere i fiori delle zone pubbliche ma anche collaborare con l’Emporio della Caritas o le cooperative sociali che gestiscono le strutture che li ospitano. Il Comune di Prato ha firmato un convenzione con le associazioni, i consorzi ed Asm per regolare questo tipo di “collaborazione”. Il tutto in attesa di nuovi arrivi: è infatti molto probabile che altre sette, otto persone arriveranno nel giro delle prossime ore.
Nella convenzione, illustrata dal vice sindaco Simone Faggi e dal sindaco Matteo Biffoni con i rappresentanti di Cooperativa 22, coop Pane e Rose, Cooperativa Astir, Caritas, Arci, Asm e Asm servizi, si mette in evidenza come le attività tra le quali le persone che arrivano a Prato potranno scegliere sono volontarie e l’impegno sarà “spontaneo e gratuito”. Anzi, nella convenzione si dice in modo esplicito che “è esclusa la possibilità di instaurare un rapporto di lavoro dipendente o di altra natura”.
“Si tratta di un accordo che serve a tutti - ha commentato il sindaco Biffoni dopo che Faggi ha illustrato nel dettaglio l’accordo – perché è un modo per riempire la giornata, per imparare a fare qualcosa, per inserirsi e comprendere una realtà. E magari evitare di entrare in attività illegali. E a noi perché usufruiamo di aiuti che ci vengono dati”.
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Questa collaborazione, non vuol essere, secondo gli ideatori, un modo per “farsi ripagare di quello che offriamo” ma dell’intenzione di scambiarsi solidarietà ed esperienze. Si tratterà comunque di piccoli interventi che terranno conto della propensione dei profughi, della loro volontà e delle loro attitudini. Il progetto partirà entro una quindicina di giorni e coinvolgerà coloro che da più tempo sono in città. Nel frattempo saranno avviati una serie di colloqui tra Comune e associazioni per entrare nel merito delle cose da fare e tra associazioni e richiedenti asilo per scambiarsi opinioni e opportunità.
Accanto al tema dell’offrire la possibilità di fare questi lavori c’è però quello caldo dei nuovi arrivi dopo che anche a Prato, come alle altre province d’Italia, è stato chiesto di aggiungere 80 persone in più alla disponibilità di 245 posti.
“Non c’è un momento – ha spiegato Faggi – in cui possiamo dire ora basta. Per vari motivi. Intanto è necessario che le risposte arrivino da altri livelli, poi perché gli arrivi non si fermano e comunque ci sono città della Sicilia che davvero hanno situazioni insostenibili e noi dobbiamo fare la nostra parte. Senza contare che anche senza la collaborazione dei Comune la prefettura potrebbe decidere autonomamente. Finora la collaborazione ha garantito di gestire al meglio la situazione”.
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