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BpVi, via 70 sportelli entro dicembre

BpVi, via 70 sportelli entro dicembre

Poche indicazioni dall'incontro con i vertici della banca. Confermate le dimissioni di Sorato

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PRATO. Settanta sportelli da chiudere entro il 31 dicembre 2015. Questa l'unica indicazione concreta arrivata nel corso dell'incontro tra i vertici della Banca popolare di Vicenza e i rappresenanti sindacali.

Quello avvenuto ieri mattina nella sede della banca presieduta da Gianni Zonin doveva essere un passaggio decisivo per avviare le trattative, dopo l'annuncio da parte della Banca popolare di Vicenza, venerdì scorso, di chiudere 150 sportelli e mandare a casa 200 dipendenti, ma la montagna per ora ha partorito un topolino.

I rappresentanti sindacali erano stati convocati prima dell'annuncio di venerdì, per discutere di questioni organizzative interne, e speravano di avere qualche particolare sul piano industriale lacrime e sangue di cui si parla, ma la questione, riferiscono, è stata liquidata con poche parole e tutto è stato rimandato a un'informativa scritta che verrà inviata successivamente e che ancora non sarebbe arrivata.

Un solo numero trapela dalla riunione, quello dei settanta sportelli da chiudere entro il 31 dicembre, ma non si dice dove. Se la Banca popolare di Vicenza, obbligata a quotarsi in borsa entro 18 mesi, sceglierà di fondersi con un Veneto Banca è probabile che il grosso degli sportelli verrà chiuso in Veneto, dove la banca ha quasi la metà del totale delle filiali e ci sarebbero troppi "doppioni".

Ma l'ipotesi, data quasi per certa fino a qualche mese fa, sembra non lo sia più così tanto.

Se la fusione avverrà con un'altra banca, non veneta, le ricadute potrebbero essere più pesanti per Prato. Numeri alla mano, chiudere 150 sportelli su un totale di 654 significa in teoria chiuderne una ventina in Toscana, di cui otto a Prato.

Quanto ai dipendenti, 200 esuberi su 5.515 totali (circa 900 in Toscana, 350 a Prato) significa che ci sarebbero una trentina di esuberi in Toscana e una dozzina a Prato, probabilmente prepensionamenti e spostamenti di sede.

Delle dimissioni del consigliere delegato Samuele Sorato, forse per dissidi col presidente Zonin, si parlerà oggi in un consiglio di amministrazione a Vicenza.

Dal Veneto fanno sapere che le dimissioni sono irrevocabili e confermano che si parla di Divo Gronchi, attuale direttore generale della Cassa di risparmio di San Miniato, come traghettatore durante la quotazione in borsa e l'eventuale fusione. (p.n.)

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