Il dolore
Profughi, l'accoglienza non basta, servono altri 80 posti
Prato è a quota 214 migranti su 245 e la Prefettura pubblica un nuovo bando per reperire altri 80 posti letto.L'assessore Simone Faggi: "Ma se continua così le struttuire dei privati potrebbero non bastare"
PRATO. Profughi, l’accoglienza regge ma la situazione è critica. «Abbiamo ancora un buon margine - afferma il vicesindaco Simone Faggi che dall’inizio degli sbarchi lungo le coste italiane si occupa della questione in stretto contatto con la Prefettura - ma se gli arrivi dovessero proseguire a questo ritmo, dovremo reperire altre strutture».
Gli uomini e le donne che fuggono da guerra e povertà smistati a Prato sono arrivati a quota 214. Altri 31 esseri umani bisognosi di tutto e la capienza si esaurirà. L’allarme è talmente alto che la Prefettura ha già pubblicato sul sit un nuovo bando - su richiesta del Ministero dell'Interno - per reperire 80 nuovi posti da mettere, nei tempi più brevi, a disposizione dei migranti.
«La convenzione che il gestore delle strutture di accoglienza ha firmato - prosegue Faggi - prevede già, però, un possibile incremento di un quinto». Astir, l’Opera Santa Rita e la cooperativa Pane e Rose che hanno creato un associazione temporanea di imprese e si sono aggiudicate il bando per l’accoglienza nelle 19 strutture - tra appartamenti e complessi - di Prato e provincia (in tutti i comuni tranne Cantagallo), sono già al lavoro per ricavare all’interno delle strutture esistenti posti per almeno altre 40-45 persone.
Ma il gestore, vista la situazione, sta cercando anche altre soluzioni per evitare di dover provvedere all’ultimo minuto se gli appartamenti messi a disposizione dai privati non dovessero bastare. «Non c’è alcuna intenzione, nel caso, di utilizzare le strutture ricettive - prosegue Faggi - Semmai ci si potrà orientare verso ex uffici o immobili ex industriali che messi a posto a tempo di record, garantiscano i servizi necessari». Se ne parlerà, comunque, tra alcune settimane «perché fino ad allora - è convinzione del vicesindaco - i posti basteranno». Per evitare il peggio, molto potranno gli accordi europei «per smistare gli arrivi - continua Faggi - in altri Paesi. Se questo accadrà nel giro di un mese o poco più, la struttura dell’accoglienza di Prato non dovrebbe entrare in crisi».
Quota 214, si diceva e sempre di persone arrivate sulle coste italiane a bordo dei barconi. Venerdì sono arrivati 14 migranti provenienti dalla Nigeria, dal Ghana e dal Senegal sono stati smistati tra Prato e Montemurlo (è stato realizzato un centro apposito da una ex struttura industriale). Sabato scorso sono arrivati altri due nigeriani ospitati nel Santa Rita, domenica è stata la volta di sei donne anche loro provenienti dalla Nigeria, senza figli, che sono state portate in un appartamento in via Marini a Prato.
E oggi, martedì 12 maggio, la giunta comunale esaminerà la delibera con la quale si chiede ai profughi di ricambiare l’accoglienza partecipando a titolo gratuito e volontario a lavori socialmente utili. Oltre al Comune hanno aderito all’iniziativa Caritas e Arci. I profughi che accetteranno di lavorare presso le strutture del terzo settore svolgeranno lavoretti interni alle strutture mentre l’intenzione del Comune è di impiegare i profughi nella manutenzione del verde e dei giardini pubblici.
«Chiederemo la disponibilità - conclude Faggi - e chi accetterà parteciperà alla campagna “adottiamo un parco” che vogliamo lanciare». A livello regionale, infine, si sta ragionando sulla creazione di un grande centro di primissima accoglienza dove provvedere alle prime necessità di chi sbarca e chiede asilo. Dall’hub che potrebbe ospitare anche a 300 persone, i profughi poi prenderebbero la strade dei Comuni.
Il bando per reperire altri 80 posti per i migranti
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