Il Tirreno

Prato

Toscana economia
unione europea

Made in, per il tessile la partita è ancora aperta

Barbara Burzi
Il presidente degli industriali Andrea Cavicchi
◗
Il presidente degli industriali Andrea Cavicchi

Tessile-moda, calzature e ceramica: sono questi, al momento, i tre settori produttivi a cui sarà applicata la norma del “Made in” sulla base della proposta di mediazione che la Commissione europea  intende sottoporre al prossimo consiglio Ue

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tessile-moda, calzature e ceramica. Sono questi, al momento, i tre settori produttivi a cui sarà applicata la norma del “Made in” sulla base della proposta di mediazione che la Commissione europea riunitasi a Bruxelles mercoledì scorso intende sottoporre al prossimo consiglio Ue del 28 maggio, nel tentativo di rimuovere lo scoglio rappresentato dalla contrarietà di Germania e paesi del Nord Europa,su cui si è arenata la bozza di regolamento Ue sulla tutela dei consumatori. Dunque, etichettatura obbligatoria d’origine sì, ma circoscritta soltanto ad alcuni settori che però sono preponderanti per l’economia italiana (il regolamento dovrebbe riguardare tutti i prodotti non alimentari in circolazione nell’Ue, sia quelli prodotti in altri Stati europei che quelli importati da paesi extracomunitari) .

Ecco perché l’esito della consultazione che ha portato a questo risultato è considerato un buon passo avanti anche dal presidente degli industriali, Andrea Cavicchi, secondo cui “la partita europea è ancora aperta”. “Non c’è dunque da scandalizzarsi per l’esclusione di alcuni settori - dichiara – quelli che sono stati inclusi nel regolamento muovono un indotto economico importante e tengono in piedi filiere, che in Italia resistono e sono ancora integre”.

La proposta della Commissione al Consiglio è di accettare un’applicazione settoriale del “Made in” con una sperimentazione di cinque anni prima dell’adozione definitiva. Il governo Italiano, tuttavia, sembrerebbe intenzionato a ottenere di più, ovvero a chiedere di inserire nel pacchetto anche i settori del legno-arredo e dell’oreficeria, anch’essi considerati settori portanti dell’economia italiana. In attesa di definire i confini del “Made in” la discussione va avanti.

Cavicchi è convinto che l’opposizione di alcuni stati, che su questa vicenda nell’ultimo anno hanno alzato un muro di gomma, possa essere superata solo procedendo per blocchi. “Sono molto soddisfatto del lavoro fatto da Confindustria e del percorso di negoziazione portato avanti soprattutto dalla vicepresidente per l’Europa Lisa Ferrarini – continua – finora abbiamo lavorato su priorità procedendo per blocchi che, a mio avviso, è il modo migliore per farcela”. La strada sembra essere tracciata: “Credo che ci siano ancora dei margini di negoziazione per includere altri settori importanti purché si proceda negoziandoli di volta in volta”.

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa