La Via del Ferro raccontata dagli instagramers
Una quindicina fra i migliori Instagramers pratesi farà tappa a Rio nell’Elba dal 22 al 24 maggio per raccontare le ricchezze minerarie dell’isola con l’hashtag #PratoElbaInvasion15 veicolando così il nome di Prato sui social. Poi toccherà a Gonfienti
PRATO. Cosa hanno in comune Gonfienti, l’isola d’Elba, Artimino e Marzabotto? La materia è da studiosi d’archeologia. Ma per raccontare in chiave social la Via Etrusca del Ferro entrano in gioco gli Instagramers di Prato, in un ponte ideale che, attraverso le parole sui social network, unirà le terre pratesi con la costa. A colpi di hashtag nel nome degli Etruschi, appunto. S’intitola #viaEtruscadelferro2015 il progetto che vede il patrocinio del Comune di Prato e Rio nell’Elba con la sponsorizzazione di alcuni soggetti come Toremar e Moby Lines. Prima tappa, l’isola di Napoleone: una quindicina fra i migliori Instagramers pratesi farà tappa a Rio nell’Elba dal 22 al 24 maggio per raccontare le ricchezze minerarie dell’isola con l’hashtag #PratoElbaInvasion15 veicolando così il nome di Prato sui social.
Domenica 21 giugno, il tesoro di Gonfienti sarà a portata di cellulari e iPad con un “Instameet” che svelerà i segreti della Domus etrusca grazie a una visita tra gli scavi. Dopo Gonfienti in versione 2.0, a settembre sarà la volta di un’altra iniziativa “social” coinvolgendo stavolta il parco archeologico di Carmignano: la tappa successiva, nel 2016, sarà a Marzabotto.
«Ci piace questa modalità di raccontare le bellezze del territorio – sottolinea l’assessore all’innovazione tecnologica Benedetta Squittieri - già sperimentata nel novembre scorso con l’Instameet al Pretorio che ha riscosso grande successo. Abbiamo bisogno di raccontare Prato fuori dai nostri confini, in questo senso la tecnologia può darci una mano».
Riannodare i fili della Via Etrusca del Ferro sarà la missione degli Instagramers pratesi (Igers Prato) capitanati da Francesco Rosati e Daniele Santini.
«Da appassionati al nostro territorio – spiegano sulla terrazza del Bastione delle Forche con il murales sullo sfondo ispirato all’Offerente di Pizzidimonte, conservato al British Museum – abbiamo dato vita a un progetto che avrà una durata di due anni. Il legame fra Prato e l’Elba non è casuale: da lì arrivava il ferro che serviva agli Etruschi della provincia di Prato per i loro commerci».
Sul versante di Gonfienti non sono tutte rose e fiori (non lo sono mai state). La Sovrintendenza ha esaurito i fondi per la manutenzione del sito che
permette le visite guidate mentre l’acquisto dell’area da parte della Regione non è ancora avvenuto. «Come Comune – fa notare l’assessore alla cultura Simone Mangani - rischiamo di divenire l’unico punto di riferimento delle aspettative su Gonfienti. Quanto più questo nome sarà fatto conoscere, tanto più l’amministrazione sarà lasciata meno sola nel compito di valorizzare l’area, fermo restando che l’aspetto scientifico compete alla Sovrintendenza». E per la ripresa degli scavi servirebbero 500-600mila euro all’anno.
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