Italia
La ragazzina pestata a sangue riconosce su Facebook chi l'ha picchiata
Prato, la diciassettenne di Vaiano picchiata in una discoteca a Firenze ha sporto querela ai carabinieri e grazie a Facebook ha inviduato chi l'ha pestata. Si tratta di due ragazze di 21 anni che litigavano per un giovane di poco più grande che durante la rissa si faceva i selfie
PRATO. Ha riconosciuto gli aggressori la ragazza di 17 anni, residente a Vaiano, picchiata selvaggiamente dentro una discoteca di Firenze nei pressi di Porta Romana la notte tra venerdì 8 e sabato 9 maggio. Accompagnata dalla mamma, la giovane ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Vaiano e assieme ai militari e grazie all'aiuto di Facebook è riuscita a rintracciare e identificare le due ragazze che l’hanno picchiata a sangue. Si tratta di due giovani di 21 anni.
Con loro c’era un ragazzo di poco più grande. Anche lui è stato riconosciuto e ora tutti i nomi sono nelle carte delle indagini dei militari. Ed è la mamma della vittima a precisare meglio la notte di follia vissuta dalla figlia. La minorenne, mentre si trovava in discoteca, ha assistito alla lite furibonda tra le due giovani. “Litigavano per via del ragazzo – racconta la mamma – e mentre le due sue amiche se le davano, lui invece di intervenire e di separarle, si faceva dei selfie”. È a quel punto che la giovane di Vaiano è intervenuta.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11388869:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/05/10/news/ragazza-picchiata-a-sangue-all-uscita-dalla-discoteca-1.11388869]]
“Mia figlia – prosegue la mamma – si è rivolta al ragazzo dicendogli solo che non era bello quello che stava facendo ma immediatamente è diventata l’obiettivo delle altre due”. Le giovani hanno smesso di litigare e hanno aggredito la ragazzina, evidentemente pensando che fosse conosciuta dal ragazzo che si contendevano. “L’hanno presa a calci e pugni, le hanno spento delle sigarette sui vestiti – racconta la mamma – l’hanno pestata fino a farla sanguinare. Quando poi si sono rese conto che lei non c’entrava nulla – prosegue la donna – le hanno chiesto scusa”. Ma ormai era troppo tardi.
Agli investigatori mamma e figlia hanno portato i calzini sporchi di sangue, la maglietta bruciata e un paio di pantaloni sui quali è evidente una pedata. Tutto materiale che i carabinieri hanno acquisito per le indagini. Che grazie al riconoscimento effettuato dalla giovane vittima hanno svoltato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
