La manifestazione
Un terzo degli Isee falsificati: il Comune scopre le truffe
Esaminato un campione dei 1089 beneficiari delle rette ridotte. Chi è stato colto in fallo dovrà versare i soldi del bonus più una multa
PRATO. Marito e moglie che fanno finta di essere separati per presentare un solo reddito; genitori che dichiarano redditi da miseria per poi scoprire che possiedono l’auto di super lusso. Cosa si fa per pagare il minimo della retta di asilo nido con i contributi che eroga l’amministrazione (crediti d’accesso), sia per i nidi comunali che privati convenzionati. Finché poi succede che il Comune decide di effettuare un controllo campione per stanare i “furbetti” (o meglio, i truffatori) dell’Isee : sotto la lente d’ingrandimento, le agevolazioni concesse per l’anno scolastico 2014/2015 a 1089 utenti residenti sul territorio comunale, famiglie che in funzione del proprio Isee (indicatore della situazione economica equivalente) hanno beneficiato di un credito d’accesso per ammortizzare la retta del nido (comunale o privato convenzionato).
E così, uno degli ultimi controlli a campione (estratto il 10% degli 1089 beneficiari) interno all’assessorato alla pubblica istruzione ha fatto venire a galla i “falsi poveri”, cittadini che pur non avendone diritto percepivano un bonus togliendolo magari a chi ne aveva veramente bisogno. Il risultato? Quasi un terzo delle posizioni verificate non è risultato in regola: 82 le dichiarazioni regolari, il resto suddiviso tra certificazioni “irregolari”, ovvero contenenti eventuali errori commessi dal Caaf (11), e vere e proprie dichiarazioni “false” (15) che comportano la revoca del beneficio ottenuto per l’anno 2014/2015 . Non solo: scattata anche la sanzione amministrativa corrispondente al triplo del beneficio ottenuto con maxi-multe per gli evasori.
Ma la sacca di elusione fiscale, con benefici indebitamente percepiti, si concentra soprattutto sui nidi privati convenzionati: una truffa bella e buona su cui si stanno dirigendo le mire degli uffici di via Santa Caterina. In questo caso si parla di 4.823 euro, ovvero il totale del beneficio che le famiglie verificate hanno ottenuto, corrispondente a una multa complessiva da 14.469 euro, con diverse migliaia di euro a testa per chi ha usufruito del credito d’accesso più elevato. Nel caso del nido comunale, l’accertamento ha prodotto soltanto una dichiarazione sostitutiva unica (da cui dipende il calcolo dell’Isee) errata, con un beneficio conseguito di 97 euro e una sanzione applicata di 292 euro.
«Da due mesi – fa sapere l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Mariagrazia Ciambellotti - abbiamo operato una riorganizzazione interna dell’ufficio in modo da dedicare una figura a funzioni di verifica a tempo pieno, potenziando così i nostri strumenti per rispondere soprattutto a un criterio di giustizia». In questo modo, quindi sarà possibile effettuare controlli aggiuntivi a quelli del 10% a campione. Alcune famiglie hanno già provveduto entro 60 giorni dalla notifica al pagamento della sanzione in misura ridotta: l’ente ha già recuperato 6.254 euro rispetto al totale delle sanzioni inflitte. Il personale dell’assessorato, del resto, è in grado di effettuare controlli incrociati sui genitori che mandano i figli all’asilo accedendo alle banche dati dell’Inps (dove è consultabile l’attestato Isee rilasciato dai Caaf) e dell’Agenzia delle entrate. E da quest’anno, con il nuovo modello Isee che prevede regole più stringenti, ad esempio, sui conti in banca (occorre dichiarare la consistenza media nell'arco di un anno del proprio deposito), sarà più dura sgarrare.
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