Sicurezza
Brunetta all’attacco «Liberate la Toscana»
Il capogruppo di Forza Italia in città per la campagna elettorale delle Regionali Durissimo con il premier Renzi e i suoi collaboratori che ha definito «i suoi cani»
PRATO. E’ arrivato puntuale come un orologio svizzero al Caffè delle Logge in una Prato uscita per godersi un sabato di sole. Per l’ex ministro e capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta non c’era l’attenzione che ci si aspettava da una città che appena 6 anni fa aveva scelto centrodestra.
Eppure Brunetta è senza dubbio un trascinatore. «Siamo qui per liberare la Toscana da Renzi e dai suoi cani. Siamo qui per liberarla dai comunisti che si sono comprati il consenso” ha esordito ancor prima di mettersi a sedere. Concetto che poi ha ribadito durante il suo discorso con “da qui deve partire la liberazione dell’Italia».
A introdurlo il responsabile nazionale per l’immigrazione ed ex assessore Giorgio Silli: «Siamo fortunati ad averlo qui perché Brunetta porta bene. Venne nel 2009 e vincemmo dopo 63 anni. Questa è una regione dove oggi per cercare un posto di lavoro si deve andare col cappello in mano a chiedere al segretario del partito».
Brunetta è subito partito all’attacco. «Renzi è un fallito. È un fallito come presidente del consiglio come uomo Stato. La cosa più grave per uno statista non è fallire è non raccontare la verità e lui ha imbrogliato da presidente della Provincia di Firenze, da sindaco, da presidente del consiglio e da segretario del Pd. Ricatta ogni giorno la sua stessa maggioranza» .
E poi l’affondo: «Questa è una regione dove si acquista il consenso ma ora è arrivato il momento di liberarla. Si deve vincere e fare chiarezza: sui conflitti d’interesse della Boschi, sul caso Etruria, su Monte dei Paschi. Qui non si sono lette le intercettazioni».Poi è arrivato il momento della presentazione dei candidati in consiglio regionale Rossella Benedetti, Eva Betti, Erica Mazzetti, Simone Spezzano e Mirko Lafranceschina. Un breve discorso di Rita Pieri e del candidato alla presidenza della Regione Stefano Mugnai che non ha risparmiato qualche stoccata ai colleghi di centrodestra.
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