Il Tirreno

Prato

«Suo figlio ha avuto un incidente stradale»

Incredibile truffa ai danni di un’anziana. La donna non credeva alla storia ma è stata raggirata

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PRATO. Erano circa le 10 di venerdì 8 maggio quando in un appartamento di via Ferrara, al Soccorso, suona il telefono fisso. A rispondere è la padrona di casa, una signora di 74 anni.

Dall’altra parte della cornetta una voce maschile che spiega alla donna che il figlio ha avuto un incidente stradale, ha tamponato un motorino e ci sono dei feriti. Il figlio è in stato di fermo dai carabinieri perché non ha pagato l’assicurazione e quindi non è coperto.

Una situazione, le spiega sempre l’uomo al telefono (che si qualifica come il titolare di un’agenzia assicurativa), risolvibile pagando una cifra di 5mila euro in modo da coprire subito i danni. Ovviamente è una cosa da fare immediatamente.

E fin qui siamo davanti a una delle truffe classiche ai danni degli anziani.

Un metodo sentito più volte.

La donna però non è convinta, prende tempo e chiude la telefonata. O almeno è convinta di averlo fatto. Con il telefono fisso infatti la comunicazione si interrompe solo se chi ha chiamato butta giù la cornetta.

Lei è in ansia, prende il numero del cellulare del figlio e lo chiama per sentire dov’è e se davvero è accaduto quello che le ha riferito questo sedicente assicuratore. E’ molto agitata. Compone il numero, non si accorge che il telefono non fa il classico “tu.. tu…” che indica che ci si sta mettendo in contatto con un altro apparecchio.

“Simone, Simone…”, dice l'anziana quando percepisce che c’è qualcuno dall’altra parte della cornetta. Un uomo le dice che sta parlando con i carabinieri di Scandicci (è a Firenze che sarebbe accaduto l’incidente) e le conferma che suo figlio è lì, non può parlare al telefono e che quello che le hanno riferito è tutto vero.

La donna non si dà pace. E compone il numero della nuora. Dall’altra parte la stessa persona le dice che anche la nuora è lì dai carabinieri e che si sta aspettando solo che lei risolva la situazione e che lì, dalla caserma, avrebbero ricontattato l’assicuratore affinché la richiamasse.

Passano pochi minuti e il telefono di casa squilla di nuovo. E’ il sedicente assicuratore. “Mia madre a quel punto – riferisce il figlio della donna, Simone – cede e dice che in casa ha solo 3.000 euro. Il caso vuole che lei abbia molti più soldi del solito per un pagamento che doveva fare. E ci fissa per consegnarglieli”.

Poco tempo è un signor Paolo suona alla porta. Ha la voce dell’assicuratore. Lei gli dà i soldi. Lui, alto, moro, carnato leggermente scuro, circa 30 anni, se ne va con i contanti.

La truffa è andata in porto. E dopo qualche minuto il figlio risponde alla madre.

Ormai i truffatori avevano messo giù la cornetta e la, prima vera chiamata, al figlio è ora partita. “Non c’è rimasto che fare denuncia in questura”, conclude che racconta questa storia sperando di aiutare qualche altra madre anziana a non cadere nella truffa.

Ilenia Reali

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