Sicurezza
Rogo mortale, impianto elettrico senza progetto
PRATO. L’incendio del 1° dicembre 2013 in cui persero la vita sette operai cinesi alla confezione Teresa Moda di via Toscana fu quasi certamente provocato dall’impianto elettrico, ma di quell’impianto...
PRATO. L’incendio del 1° dicembre 2013 in cui persero la vita sette operai cinesi alla confezione Teresa Moda di via Toscana fu quasi certamente provocato dall’impianto elettrico, ma di quell’impianto non è rimasta traccia nell’archivio dello sportello unico del Comune al quale avrebbe dovuto essere inviato il progetto. La circostanza è emersa ieri nel corso di un’udienza del processo a carico dei proprietari dell’immobile, Massimo e Giacomo Pellegrini, difesi da Alberto Rocca. Lo ha riferito il testimone Stefano Busia, un tecnico dell’Asl.
Nel corso del processo è stato sentito anche un tecnico dei vigili del fuoco, che ha confermato come le misure di sicurezza in un’azienda del genere fossero di competenza dei titolari cinesi della confezione, già condannati nel processo con rito abbreviato. Secondo la difesa è una testimonianza che gioca a favore dei due imputati. La tesi della Procura in realtà non è incompatibile: il pubblico ministero Lorenzo Gestri sostiene che i due Pellegrini abbiano affittato un immobile sapendo che non era conforme all’attività che vi veniva esercitata, concorrendo così nell’omicidio colposo plurimo.
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