Sicurezza
Nessun ritocco sulla Tari tassa rifiuti come nel 2014
Dopo la stangata dell’anno scorso l’amministrazione non prevede altre sorprese Cambiano le scadenze: quest’anno ci sarà solo una seconda rata a fine ottobre
PRATO. La tassa sui rifiuti non aumenterà nel 2015. La buona notizia arriva quando i pratesi - o almeno la maggior parte di loro - hanno appena finito di consegnare il modello F24 della prima rata, la cui consegna è scaduta il 20 aprile. Il timore giusitifcato di molti è quello che, ad un’anticipazione modellata sulle aliquote dell’anno scorso, segua un più sostanzioso conguaglio nella seconda rata che scadrà il 30 ottobre. Invece, assicura l’assessore alle finanze del Comune di Prato Monia Faltoni, non ci saranno sorprese: «Abbiamo appena iniziato l’iter di discussione del bilancio che dovrà essere approvato, quest’anno, entro il 30 luglio. Ma posso assicurare che le tariffe Tari rimarranno quelle del 2014, in cui già c’era stato un aumento del 6,5% rispetto all’anno precedente».
La stangata i pratesi l’avevano avuta l’anno scorso, quando la nuova Tari andò a sostituire la Tia, innalzando le aliquote del 6.5% rispetto al vecchio tributo. Ripetendo una simulazione standard sulla Tari 2014, anche nel 2015 le famiglie con quattro componenti che vivono in un’abitazione di 100 metri quadrati pagheranno 357,72 euro. Questa cifra è compresiva di una quota fissa ed una variabile che insieme compongono l’importo imponibile. A questo va aggiunto il tributo provinciale di 17.03 euro e si arriva a quella cifra. La situazione cambia a seconda delle detrazioni sulla base del reddito e di altri parametri, che ancora il Comune deve decidere: «Ci stiamo ancora studiando», taglia corto l’assessore al bilancio. Un problema, anche quest’anno, sarà quello della morosità: un quinto degli utenti evade la Tari, secondo il Comune, mentre l’Asm più ottimista prevede quest’anno una morosità fra il 7 e il 10%. «Cercheremo di recuperare l’evasione senza scaricarne i costi sui contribuenti onesti» è la promessa di Monia Faltoni. Il Comune ha previsto in bilancio entrate di 45.100.000 euro per la Tari, prevdendo che alla fine possano mancarne all’appello 8-9 milioni, un quinto del totale, appunto. Per questo è stato previsto un fondo di svalutazione di 5 milioni e 400mila euro, che riuscirebbe a coprire poco più della metà della morosità attesa. La legge per ora consente questo recupero, ma dal 2019 l’accantonamento dovrà coprire il 100% dell’evasione attesa.
Francesco Albonetti
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