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Profughi a quota 198 Biffoni da Alfano

Profughi a quota 198 Biffoni da Alfano

PRATO. Prato è a quota 198 profughi, ancora sotto la soglia massima fissata a 245 migranti da accogliere nelle 19 strutture del territorio. «Ma se gli arrivi continuano a questi ritmi - afferma il...

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PRATO. Prato è a quota 198 profughi, ancora sotto la soglia massima fissata a 245 migranti da accogliere nelle 19 strutture del territorio. «Ma se gli arrivi continuano a questi ritmi - afferma il vicesindaco Simone Faggi - credo si renderà necessario rivedere la capacità dell'accoglienza». Mercoledì a Prato sono arrivati in due, ieri, altri dieci, mentre otto pachistani, accolti nei giorni scorsi, si sonno allontanati dal territorio.

E la "conta" dei disperati prosegue, a Prato come in ogni altro comune italiano chiamato a provvedere all'esodo di popoli che fuggono da guerra e fame. Solo un dato: tra venerdì primo maggio e domenica 3 sono sbarcati in Italia 5.800 profughi. Senza contare quelli che arrivano in Italia dalla rotta Balcanica: in auto, su camion, in treno, aereo e qualcuno anche a piedi.

«La situazione rischia di diventare esplosiva». Ne è convinto il sindaco Matteo Biffoni, delegato nazionale Anci sull'immigrazione che ieri mattinata ha partecipato alla trasmissione "Uno Mattina" su Rai 1 e nel pomeriggio alle 17 ha incontrato al Viminale, assieme ad altri rappresentanti istituzionali, il ministro degli Interno Angelino Alfano al quale è stata presentata una "lista" di richiesta. Il rischio, da evitare, è che il meccanismo si spezzi, che i piccoli o grandi disagi dei cittadini che convivono con i profughi si trasformino in proteste di piazza e che da queste si passi alle barricate. «Appunto per evitare tutto questo - spiega Biffoni - i Comuni si incontrano col ministro per chiedere che ciascun territorio faccia la sua parte. E' indispensabile che i Comuni del centro, del sud e soprattutto del nord diano la disponibilità all'accoglienza affinché il carico di arrivi venga spalmato equamente su tutto il territorio nazionale. Questa è una questione imprescindibile». Ma non è l'unica, secondo Biffoni: «E' necessario inoltre - prosegue - che venga garantita la collaborazione stretta tra prefetture e sindaci». I prefetti hanno il potere di ordinare e addirittura confiscare immobili da destinare all'accoglienza in caso di amministratori locali che si rifiutino. «Ma è importante - prosegue il sindaco - che la tipologia di accoglienza venga decisa assieme a chi la città la governa e la conosce. Bisogna evitare che la tranquillità sociale sia messa a repentaglio». Non sono finite qui le richieste degli amministratori locali al ministro «Chiederemo - conclude Biffoni - che siano snellite le pratiche in caso di ricorso da parte del migrante che si è visto rifiutare lo status di rifugiato, nuovi fondi sul sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Spraar ndr) e un sistema premiale, ancora da individuare, per i territorio aperti all’accoglienza».

Cristina Orsini

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