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Il molestatore di bambine torna alla carica

Il molestatore di bambine torna alla carica

Un’altra dodicenne contattata su WhatsApp da uno sconosciuto che le chiede foto senza veli. Risalendo al numero telefonico primi indizi sull'anonimo

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PRATO. Il molestatore di bambine non molla. Dopo la denuncia presentata giovedì alla polizia dal padre di una dodicenne nei confronti dell’anonimo che ha contattato la figlia su un gruppo di WhatsApp intimandole di inviargli delle foto hard e minacciando, in caso di rifiuto, di bloccarle il telefono cellulare,  l’anonimo giovedì 7 maggio è tornato alla carica con un’altra dodicenne che frequenta la stessa scuola media della prima, ma non la stessa classe. Identica la modalità dell’approccio: una secca richiesta su WhatsApp di inviare foto osé, altrimenti le avrebbe bloccato il telefono. La bambina, che aveva saputo dalle amiche quello che era successo alla sua compagna di scuola, si è rivolta al padre dell’amica e gli ha raccontato in lacrime la sua disavventura.

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Nel frattempo però l’anonimo non è più così anonimo perché il padre della prima bambina ha fatto le sue indagini e ha scoperto la mail del molestatore, oltre al suo profilo su Facebook. Se è davvero lui, gl i indizi portano in Inghilterra. O meglio, il numero usato per contattare le bambine su WhatsApp ha il prefisso 0044, cioè quello del Regno Unito, e anche i due profili Facebook che corrispondono al nome del presunto molestatore indicano come luoghi di residenza Catania e Londra.

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Guardando le foto del profilo, si capisce che non è un adulto. In apparenza sembra essere un adolescente, o di poco maggiorenne, e il cognome è straniero.

Resta un mistero come abbia fatto a procurarsi i numeri di telefono delle due bambine. Il fatto che frequentino la stessa scuola media probabilmente non è una semplice coincidenza. Evidentemente il molestatore è riuscito a procurarsi un elenco di numeri e li sta contattando. Dunque non è escluso, anzi è probabile, che ad altre ragazzine stia succedendo la stessa cosa e magari abbiano paura di denunciarla. La raccomandazione, in questi casi, è di confidarsi sempre coi genitori e far intervenire le forze dell’ordine.

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Il padre della seconda dodicenne molestata ha intenzione di sporgere denuncia alla polizia e visto che il molestatore ha lasciato qualche traccia, non è escluso che possa essere identificato e bloccato in tempi rapidi. Sul caso stanno lavorando gli specialisti della polizia postale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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