Il Tirreno

Prato

Rivista del Buzzi: sei storie da film

Alessandra Agrati
Stefano Caprilli ha già scritto la sceneggiatura della prossima rivista del Buzzi
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Stefano Caprilli ha già scritto la sceneggiatura della prossima rivista del Buzzi

Prato, Stefano Caprilli ha già pronta la sceneggiatura dello spettacolo che andrà in scena a febbraio 2016: "Ho avuto la stessa intuizione di alcuni registi i cui film sono proprio ora nelle sale cinematografiche"

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PRATO. Mancano ancora nove mesi, ma Stefano Caprilli ha già partorito il testo della nuova Rivista del Buzzi che andrà in scena a febbraio 2016. “Sarà un testo particolare che in qualche modo è collegato ad alcuni film che in questi giorni sono nelle sale cinematografiche. Io e i registi, con le debite distanze, abbiamo avuto la stessa intuizione: da una parte sono orgoglioso, dall' altra un po' perplesso”.

In realtà Caprilli quando scrive sembra che abbia delle doti da veggente: “In occasione di "Arraprato" ho scritto un testo di una canzone dedicata a Roberto Cenni che ha anticipato i problemi della Sasch, l'anno successivo "E ora icch'è s'indaga?" terminava con la provocazione di trasformare l'economia pratese dai cenci, intesi come stoffa, in dolci per il carnevale e dopo qualche mese la Ristorazione Toscana ha lanciato il suo programma oltre Oceano”.

E per finire in bellezza l'ultimo testo "L'andò come l'andette", parlava del sacco di Prato e in questi giorno è stato avvistato il fantasma del generale spagnolo Ramon Foch De Cardona, che ordinò la devastazione della città. “Metto le mani avanti – continua Caprilli – per dire che non ho copiato nulla, il copione è qui stampato e visionabile, il testo è finito da diversi mesi. La sceneggiatura delle rivista quest'anno si compone di sei storie all' interno di una trama unica. Gli attori non reciteranno né in costume né in abiti civili. Ma neppure nudi”.

Poche anticipazioni come al solito, anche perchè la mente dell' autore è già proiettata verso il 2017 quando la Rivista compierà 70 anni. “Sarà un grande evento a cui bisogna prepararsi per tempo. Del resto ci sono una cinquantina di parti da assegnare, venti ballerini da coordinare e un infinità di altre persone che collaborano alla buona riuscita della Rivista”. Ancora da definire il teatro, dallo scorso anno le Pagliette del Buzzi sono tornate a recitare al Politeama, abbandonando il Metastasio.

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