Sicurezza
«Ok al city aeroport e alla pista più lunga»
Mugnai (Fi) candidato presidente attacca Rossi sulla sanità: «L’ha usata per il consenso elettorale»
PRATO. «I cittadini sono stanchi di sentirsi presi in giro, per questo non andranno a votare». E su questa voglia di verità che a Prato però non è priva di rischi, il candidato presidente della Regione di Forza Italia Stefano Mugnai dice candidamente che la nuova pista di Peretola s’ha da fare. E forse lo pensano in molti.
Sia come sia Mugnai, ieri a Prato per presentare la squadra azzurra quasi al completo (mancava il più giovane Simone Spezzano, coordinatore dei giovani, impegnato in un esame all’Università, presenti tutti gli altri Giorgio Silli, capolista poi Eva Betti, Mirko Lafranceschina, Erika Mazzetti e Rossella Benedetti) e la sede del comitato elettorale in viale della Repubblica, dei “paletti” li mette. «Forza Italia in consiglio regionale non ha votato nè adozione nè approvazione definitiva perché volevamo vederci chiaro. Ma siamo favorevoli allo sviluppo e alla messa in sicurezza di Peretola. E la pista deve essere lunga 2.400 metri perché è quella che meno impatta sull’ambiente». Per Mugnai, la prima delle bugie è stata proprio quella sulla lunghezza: «Nel Pit c’è scritto 2.000 metri ma tutti a partire da Rossi sapevano che era illogico». Come deve essere il nuovo aeroporto? «Un city aeroport lasciando a Pisa - prosegue Mugnai - le tratte internazionali». Ovvero secondo il candidato presidente della Regione azzurro, tutto si gioca sulla quantità di voli al giorno e sul tipo di aerei che atterreranno e decolleranno. Per Mugnai - e lo afferma con chiarezza - «ci sono anche gli strumenti per controllare, nonostante lo scalo sia privato, che questo avvenga». E’ Silli (Forza Italia Prato ha firmato il ricorso al Tar dei comitati) che aggiusta il tiro: «Con l’adesione al ricorso al Tar - dice - abbiamo dimostrato la volontà di approfondire un tema tanto delicato». Ma è sull’ospedale che Mugnai attacca a testa bassa Enrico Rossi spiegando che la sanità in Toscana è stata «usata per avere il consenso elettorale se è vero, come è vero - afferma - che un residente su 72 lavora in quel settore». Clientele e favori, di questo parla Mugnai sostenendo che «in quel settore Rossi farà il pieno di voti». Su Prato l’affondo: «Si è scelto l’ospedale per intensità di cura, formula sperimentata in Europa ma poi scartata, senza creare le strutture per le cure intermedie sul territorio. Questo provoca gli ingorghi al pronto soccorso e le file d’attesa infinite. Che vengono risolte come? Con il paziente che per essere curato sceglie la visita intramoenia, paga cento euro e in questo modo foraggia due volte la sanità: col ticket e con la tariffa. Gli ospedali che non funzionano - conclude - sono macchine per far soldi». (c.o.)
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