Sicurezza
Mille contratti in più e senza scadenza
Il sistema Prato riprende a girare: si investe sul tessile e le aziende assumono. Niente ripresa però per i giovani
PRATO. Il tessile è ripartito e riequilibria il mercato del lavoro nella provincia di Prato dove, per la prima volta dopo 6 anni, il rapporto tra avviamento e cessazioni di contratti registra il segno più. Nel primo trimestre del 2015 i pratesi, e questa volta niente c'entrano i cinesi con le loro confezioni, hanno guadagnato mille contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Una notizia positiva che però non tocca i giovani che, come trottole passano da un contratto all'altro, non riuscendo ad afferrare un po' di stabilità.
Il tessile vive e riprende a investire. Un dato in linea, quello degli under 29, con il resto del paese ma che a Prato assume caratteristiche diverse se si va a comparare con le migliori performance del mercato del lavoro per quanto riguarda gli adulti. La sensazione, su questo non possono esserci dati così attendibili, è che le aziende manifatturiere uscite dalla crisi siano quelle che intendono guardare al futuro e investire, e di conseguenza (grazie agli sgravi previsti dalla legge di stabilità per l'assunzione di dipendenti per almeno tre anni) stiano stringendo i rapporti con quei lavoratori usciti dal mercato negli anni scorsi ma con competenze ormai acquisite.
I dati, a conferma di questo concetto, raccontano di assunzioni che riguardano gli ultratrentenni, con una media professionalizzazione (quindi non laureati ma diplomati o anche operai altamente specializzati) e italiani. «Un elemento - ha spiegato il direttore del Centro per l'impiego Michele Del Campo - confermato dalle offerte di lavoro che arrivano da noi. Le aziende del manifatturiero tendono infatti a offrire contratti più stabilizzanti per quelle mansioni specializzate del tessile». «Del resto - ha aggiunto Saverio Langianni della Fil - ci sono professionalità che stanno per sparire come l'aspatore, l'annodino e alcune tipologie di filatori. In un'ottica di investimento le aziende tendono ora a legare a se queste figure e altre».
Si è visto del resto anche con la trasformazione dei tirocini della Linea 7 che prevedevano contributi di 8.000 euro per quelle aziende che assumevano i lavoratori in tirocinio. «50 tirocini sono stati trasformati e altri 50 diventeranno presto contratti a tempo indeterminato», ha messo in evidenza Simone Cappelli del servizio lavoro della Provincia.
Anche il lavoratore non è più lo stesso. Il mercato del lavoro sta cambiando ma Prato sembra debba continuare ad avere un particolare interesse per il tessile. «E' su questo settore che farei formazione ora», ha accettato la domanda-sfida Del Campo. «Anche perché è necessario e lo è sempre di più dal momento che le figure tradizionali devono essere in grado di avere orizzonti un po' più ampi. Faccio l'esempio della figura del magazziniere che oggi sta davanti al computer e tiene i rapporti tra il cliente e la produzione. Un ruolo completamente diverso dal passato e utile solo in questa nuova forma».
Dai dati, chi cerca lavoro impara che deve formarsi e allargare le proprie conoscenze e se ha una base tessile non deve più scapparne come invece è successo negli anni. Da qui del resto riprendono ad arrivare, i contratti più veri e numerosi.
Male invece per trasporti e commercio. Il lavoratore messo peggio oggi ( in questo caso si parla dei numeri del 2014) è quello del commercio e del settore dei trasporti e delle cooperative di facchinaggio: qui nel 2014 si sono persi 1.466 posti (differenza tra avviamenti e cessazioni di contratti) per un totale del settore (compreso commercio al dettaglio, all'ingrosso e ristorazione) di -2.508. Male anche il settore delle assicurazioni (meno 2.432) mentre i servizi (più 1.704) continuano a crescere anche se non si tratta di quelli tradizionalmente considerati legati alle aziende (come in passato) ma più rivolti alla persone e alle attività culturali e del turismo. La performance migliore continua ad essere, nel 2014, quella dell'abbigliamento con un più 1.324.
L'apprendistato non piace. Nel 2014 è l'apprendistato ad avere a Prato il segno meno di gran lunga più consistente con 1.545 contratti persi (2.960 cessazioni a fronte di sole 1.315 assunzioni). Segno meno anche per il lavoro a tempo determinato che è sceso di 616 (20.485 contratti contro 21.101 licenziamenti). Segno positivo invece per il tempo indeterminato che conquista 421 contratti nel 2014(mille nel trimestre 2015).
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